Agente Letterario | Editing e Promozione Libri Inediti | Francesca Costantino

Caro autore o autrice, finalmente il tuo romanzo ha una scaletta ben definita. Tutto fila, tutto torna. Poi, mentre scrivi, i personaggi iniziano a dialogare. Ebbene sì, parlano! E lo fanno quasi sembrassero autonomi: mentre tu scrivi, questi prendono vita da soli.

Ti e mai capitato? A me sì, centinaia di volte.

Eppure, a ben riflettere, i personaggi non vanno mai per conto loro. Sei tu, autore o autrice, che hai dato loro una fisionomia e un carattere, un vissuto, un contesto in cui operare, un incontro con questo o quel personaggio in una data ambientazione.

E, attenzione, regola fondamentale nella costruzione di buoni dialoghi: bisogna che l’autore si faccia da parte e, dopo aver costruito la scena e i personaggi, DEVE astenersi da usare le sue parole e il suo lessico. Quante volte ho letto dialoghi dove ogni personaggio parlava nello stesso identico modo degli altri? Questo non è possibile, non è naturale, non è realistico. E il lettore lo sente. Il problema è che l’autore o l’autrice è troppo presente in quella scena. Quindi: nel momento in cui ti accingi a scrivere un dialogo, fai un passo indietro, e lascia che i tuoi personaggi (così come li hai costruiti tu) prendano vita.

Diffida poi da quei dialoghi che ti vengono troppo facili, troppo veloci e di getto: 9 volte su 10 sei tu autore o autrice che ti stai parlando addosso, che stai facendo un dialogo infinito con te stesso o te stessa.

Ricorda, allora, come ti accingi a far dialogare i tuoi personaggi, che per rendere il loro parlato realistico e congruente bisogna, PRIMA, che gli stessi personaggi siano definiti molto, ma molto bene: le loro caratteristiche fisiche e psicologiche, il loro vissuto, il mondo in cui vivono, il rapporto con altri personaggi, l’emozione che ognuno di essi dovrebbe provare (e quindi trasmettere al lettore), nel momento stesso in cui aprono bocca e parlano.

Un ultimo consiglio: trova un amico o amica che, una volta finita la stesura del dialogo, ti aiuti ad alta voce a recitarlo. Leggete il dialogo e rispondetevi tra di voi, quindi registrate la vostra recitazione. Riascoltandola dopo, come arriva, com’è? Congruente, realistica, vera e viva, oppure monotona, un continuo sproloquio e noiosa?

Ti invito a provare e riprovare, perché saper scrivere bene è anche continuo esercizio. Buona scrittura e buoni dialoghi!