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Valerio Marra è un autore italianissimo, giovane e una delle più recenti scoperte della casa editrice Newton Compton.

Laureato in Scienze dell’Investigazione e la Sicurezza, ha scritto molti romanzi di genere giallo, thriller e spy story, tra i quali: Le scottanti verità; L’eco del peccato e Anima bianca, sulle indagini del commissario Festa. Per Newton Compton, di recente pubblicazione è il suo La donna del lago, che consiglio di leggere!

Ciao Valerio, com’è iniziata la tua passione per la scrittura?

In realtà, non saprei dire con precisione come è iniziata. Il primo ricordo risale a quando avevo sei anni, nell’ufficio di mamma. Nell’attesa che terminasse di lavorare, passavo il tempo a disegnare fumetti (malissimo) e a creare storie. Come dicevano i miei genitori, “fantasticavo”.

Qual è stato il tuo percorso?

Tutto è iniziato quasi per gioco nel 2014 quando, spronato da alcuni colleghi, scrissi e pubblicai il primo romanzo per la casa editrice Edizioni del Faro. Stranamente, andò abbastanza bene (anche se oggi ammetto che il libro andrebbe riscritto).

I romanzi successivi, invece, li ho pubblicati col gruppo editoriale Alter Ego. Loro sono stati per me come una famiglia e mi hanno permesso di imparare molto. In più, hanno avuto il merito di farmi conoscere Diego Di Dio, quello che è diventato il mio “mentore”. Sono rimasto al gruppo editoriale Alter Ego, fin quando, lo scorso anno, fui contattato dalla Newton Compton. Erano interessati ai miei lavori. Ed eccomi qui, pronto a iniziare questa nuova avventura.

Hai qualche aneddoto da raccontare?

C’è un aneddoto che non ho mai raccontato a nessuno prima di oggi: avevo da poco pubblicato il mio primo romanzo e, su richiesta del direttore commerciale di una catena indipendente romana, andai presso una loro sede per organizzare una presentazione o un firmacopie.

Il direttore della libreria, per motivi che ancora oggi ignoro, iniziò a prendermi a male parole. Ricordo che raccolse il libro dallo scaffale e me lo lanciò addosso. “Cosa vorresti fare tu e il tuo libretto!”, mi disse un attimo prima che uscissi. Non pronunciai una parola e me ne andai a testa bassa. Qualche anno più tardi, passando davanti quella libreria, notai che uno dei miei romanzi si trovava tra i libri “più venduti”. Mi feci coraggio, entrai e chiesi del direttore: avrei voluto salutarlo e, se mi avesse riconosciuto, stringergli la mano e dirgli che non avevo nulla contro di lui.

Purtroppo, mi venne riferito che non lavorava più in quella libreria. Per me non fu né una “rivincita” e nemmeno una “rivalsa”. Lo racconto perché, in quel momento, mi sentii per la prima volta “legittimato a scrivere”. Come se avessi ricevuto un’autorizzazione.

Finalmente, avrei potuto fare quello che amavo senza disturbare nessuno.

Cosa consigli a chi vuole intraprendere la tua carriera di scrittore?

Semmai possa dare consigli, suggerisco sempre di studiare. Studiare e leggere. Bisogna scrivere solo se questa è un’esigenza dolorosa. Qualcosa che senti bruciare dentro e che ti lascia senza fiato. Poi, ancora, studiare e leggere.

Bisogna farsi trovare pronti perché, credetemi, se siete bravi il treno prima o poi passerà. E dovrete prenderlo al volo.

Per chi volesse avere più informazioni su Valerio, ecco qui il link al suo sito web personale: www.valeriomarra.com.