Colui che racconta storie, lo storyteller, è da sempre personaggio di grande fascino. In talune culture, viene dotato anche di particolari poteri, come quella di plasmare la realtà a piacimento.

E se oggi comunicare e proporre un brand fosse sinonimo di saper raccontare bene una storia? 

Magari, sfruttando anche le più moderne tecnologie di realtà virtuale, o realtà aumentata?

Lo storytelling, allora, diventa un modo di raccontare non tanto il marchio, quanto i valori di un’azienda, finanche trasmettere delle emozioni. Il consumatore è sollecitato da una miriade di stimoli, a qualunque ora del giorno e della notte; è sempre più attore della comunicazione, veloce, persuasiva. Perché sia persuasiva, bisogna dunque che faccia leva sulla vita di ogni giorno, sia breve e sappia emozionare, quindi toccare corde profonde.

La redazione di Agente letterario si occupa da qualche tempo di valorizzare brand attraverso lo storytelling, utilizzando tecniche di scrittura e narrazione e mezzi sempre più moderni: dai video brevi ed emozionanti, ai libri per bambini pop up e con carta di altissima qualità e cartotecnica, fino a file audio e audiolibri, passando per videogiochi e librogame interattivi.

Tra i nostri partner d’eccezione, troviamo Idra Interactive Studios e VIGAMUS Academy. Loro è la produzione di Code#DNA, un videogioco applied game o serius game, sviluppato per il Centro di Antropologia molecolare per lo studio del DNA antico, presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Gli studenti, ma anche semplici curiosi della materia, in pratica, studiano E giocano, anteponendo così il fine informativo, didattico e promozionale dei corsi a quello puramente di intrattenimento.

Questo è solo un esempio di come lo storytelling, unito alle più moderne tecnologie e all’interattività, possono coinvolgere un pubblico più vasto che in passato, riportando anche le nuove generazioni all’amore per le storie. Immaginate, allora, come possa essere utile anche alle aziende, per creare brand awareness, attraverso l’interattività e la diffusione di QRCode, semplici immagini grafiche contenenti programmi o videogiochi interattivi “seri e applicati”, relativi ai propri prodotti o ambiti di business. Perché l’innovazione e la pubblicità passano anche dal connubio narrazione e interazione, verso il futuro della comunicazione: saper raccontare ed emozionare con il proprio brand.

Il caldo, il mare, le ferie… finalmente, direte voi, sono arrivate! Eppure, nei nostri strati cerebrali più ancestrali, restano intrappolati dei ricordi o suoni o sensazioni non proprio piacevoli di questo periodo estivo: uno su tutti, i terribili compiti per le vacanze! Non so voi, ma io li odiavo. Forse, perché mi riducevo sempre all’ultimo momento per farli, forse perché la Matematica non mi è mai andata giù, fatto sta che ad agosto il fatidico libro che dovevo completare era una tortura colossale.

Adesso, con il lavoro che stressa, le incombenze di vita quotidiana e il fatto di avere un bimbo piccolo, invece, pagherei oro per avere di nuovo quel libro dei compiti per le vacanze tra le mani. Sarebbe rilassante, divertente e, forse, riuscirei a fare pure gli esercizi di Matematica! Beh, su questo non garantisco nemmeno a 40 anni suonati…

Tutto ciò vi suscita forse ricordi di tenerezza, per quel periodo della vostra infanzia? Ebbene, sappiate che l’editoria ha cavalcato questa scia “vintage” già da tempo, a partire dai libri da colorare per adulti, bellissimi e illustrati, oppure quelli con insulti e parolacce che servono a sfogarci, a farci ridere e sorridere.

Il bisogno di evadere e di rilassarsi, almeno in vacanza, quest’anno è segnato proprio da loro, dai libri o quaderni di compiti per le vacanze per adulti. Uno dei primi e più riusciti è dell’editore Blackie, con copertine che ammiccano al passato, tradotti da titoli spagnoli. Ce ne sono poi anche di altri editori, sempre con copertine che richiamano l’estate e i bei tempi andati.

Sono gli autentici bestseller di questo periodo che – non dimentichiamolo – potrebbe segnare l’uscita definitiva dall’angoscia della pandemia di Covid 19. Almeno durante i mesi estivi, dunque, non pensiamoci più e rilassiamoci con questi bellissimi libri, con cruciverba, disegni, colori e battute che ci accompagnano da tutta la vita.

Allora, buoni compiti per le vacanze a tutti, grandi e piccini! E, come sempre, buona lettura.

Ho conosciuto Valeria Ancione, giornalista sportiva e autrice Mondadori, grazie alla mia agenzia letteraria. Aveva un bel romanzo per le mani e voleva cambiare genere. Poi, ha riversato la sua passione per la scrittura e il calcio nel volume “Volevo essere Maradona” (Mondadori 2019), la storia di Patrizia Panico, campionessa del calcio nostrano al femminile.

Parleremo con Valeria LIVE, su questa pagina Agente letterario, il prossimo 30 giugno alle ore 14:00, vi aspettiamo con le vostre domande e curiosità. Nel frattempo, ecco una sua presentazione e una bella intervista che ci ha rilasciato.

Sono una migrante. Nata a Palermo, ma cresciuta a Messina, la mia città è questa. Ho giocato a basket, non ero una potenza, ma ero il capitano. La squadra era tutto. Ho studiato al Liceo classico e agli esami di maturità ho preso 3 allo scritto di Italiano. Poi, Scienze politiche indirizzo internazionale, non sapendo cosa volessi fare. Mille cose in realtà, per non “confessare” che volevo fare la scrittrice. La scrittrice? Che mestiere è? Allora ho pensato al giornalismo, il surrogato. Dopo la laurea, sono venuta a Roma per un master in giornalismo alla Luiss. Quando si assegnavano gli stage, tutti snobbavano il Corriere dello Sport, era inteso come un giornalismo di serie B. Chiesi di andare lì e ci sono rimasta. Era il 1991. Intanto, ho fatto tre figli. Due maschi e una femmina. Ora hanno quasi 23 (quasi), 21 e 18 anni. Sono tre meravigliosi ragazzi.

Nel 2010, è morto mio padre e, dentro di me, qualcosa si è rotto o interrotto. Ho ricominciato da quello che non avevo avuto il coraggio di dirgli che volevo fare: scrivere. Così, ho finito il mio primo romanzo La dittatura dell’inverno. Nel 2019 ho pubblicato Volevo essere Maradona. L’anno prossimo uscirà il mio secondo romanzo di narrativa. Ricomincio da una casa editrice indipendente sarda, Arkadia. Al Corriere mi sono occupata di calcio femminile, ho fatto con le calciatrici una battaglia per il rispetto e contro la discriminazione, che mi ha molto gratificata.

Ho una casa al mare, a Messina ovviamente, dove vado d’estate e ogni volta che posso. La amo molto, sia la casa sia Messina, di un amore nostalgico e struggente, ai limiti della noia per chi mi sente parlare di Sicilia. Il ritorno alla terra è il mio obiettivo. Amo moltissimo Roma e anche ormai la odio, come odiavo Messina, e da cui fuggirei domani. Ma resta la città più bella del mondo. Perdermi per le strade camminando a piedi mi piace da morire. Roma mi commuove, il primo romanzo è ambientato qui, questa è la mia seconda città, la mia seconda vita, ma non credo che sarà la terza, se mi è concessa.

Ascolto la radio e gli audiolibri. Il mio film preferito è Via col vento, il libro non saprei, ce ne sono tanti. Leggo abbastanza, ma non troppo perché sono lenta. Adoro Marcela Serrano, scrittrice delle donne, e io nel mio piccolo questo faccio, racconto le donne. Le mie muse. Vorrei essere amica di Pennac e aver conosciuto Roth. Per citarne alcuni. Al cinema, non manco di vedere i film di Sorrentino, che adoro. Anche i suoi libri mi piacciono. E non mi perdo gli spettacoli di Bergonzoni a teatro. Il mio attore preferito è Toni Servillo. Cucino troppo e mi sono stufata, ma poi cucino lo stesso. Ah, ho 55 anni, sto sempre a dieta e toglietemi tutto, ma non il mare.

Buongiorno Valeria, benvenuta. Parlaci un po’ di te, so che lavori in editoria da una vita…

Avevo 25 anni quando sono entrata al Corriere dello Sport. L’anno prima avevo fatto un’esperienza al Messaggero Veneto di Udine. Non era il giornalismo sportivo il mio obiettivo, è stato un caso. Volevo scrivere e non aveva importanza dove. È stato difficile, perché è un giornale tecnico che richiede tante competenze, la scrittura non è la prima. Mi sono reinventata e, se sono ancora qui, evidentemente ci sono riuscita.

Com’è stato il passaggio dallo sport e giornalismo, alla narrativa e al mondo dei libri?

È stato un passaggio naturale. In fin dei conti nella vita, oltre a voler giocare a basket nonostante il fisico inadatto, volevo scrivere. Ho iniziato mille cose e non ne ho finita nessuna. Poi succede qualcosa più grande di te, che ti mette davanti al bivio e ti fa fare i conti con te stessa. Gli interrogativi sono iniziati con la morte di mio padre. La morte di una persona così fondamentale ti mette a nudo, senza difese, e si deve trovare il modo per ricominciare una vita senza, quindi nuova.

Avevo portato a compimento progetti importanti come la famiglia e il lavoro, ma c’era un sospeso che andava risolto. Così, mi sono messa a scrivere un romanzo, con l’intento unico di finirlo. E ce l’ho fatta. Era il segno che, al punto, ero andata a capo.

Dalla narrativa per adulti (La dittatura dell’inverno, Mondadori), sei passata a un racconto per bambini, sempre ispirato al mondo del calcio femminile: Volevo essere Maradona (storia di Patrizia Panico), Mondadori. Come ti ha accolto il nuovo pubblico?

La dittatura dell’inverno ha segnato la svolta. Ora sì ero tutto quello che volevo essere, senza sospensioni. Poi è venuto Volevo essere Maradona, una biografia romanzata di una grandissima calciatrice. Il calcio femminile è il mio mestiere al Corriere dello Sport, ho battagliato per la visibilità e la credibilità. E il romanzo su Patrizia mi ha fatto mettere nero su bianco sia la mia esperienza lavorativa, sia una storia che merita di essere ricordata. È stata un’esperienza bellissima, perché ho incontrato ragazzi nelle scuole con cui abbiamo parlato non di calcio, ma di determinazione a credere nei sogni anche impossibili. Il messaggio del libro è questo. E oggi più che mai i ragazzi devono riprendere a sognare, credere nei loro talenti, sfidare anche la disapprovazione, combattere i pregiudizi e le discriminazioni. Questo è Volevo essere Maradona. In autunno diventerà Oscar e spero che si rilanci e torni nelle scuole, viaggio interrotto per colpa della pandemia. Perché è un libro che ha tanto da dire, ma soprattutto farsi dire. Quando incontro i ragazzi, capisco che sono tutti protagonisti del mio romanzo.

Hai qualche aneddoto da raccontare, sia come giornalista, sia come scrittrice?

Da giornalista, uno brutto: ai Mondiali femminili mi è stata tolta la cronaca di Italia-Brasile, e data a un uomo, perché visti i trascorsi di questa sfida al maschile, era roba da maschi. Stiamo ancora così, l’ambiente del calcio è fortemente maschilista. Da scrittrice, la cosa più bella da raccontare è quando Giulia Ichino, allora editor di Mondadori, mi ha telefonato per dirmi cose meravigliose su La dittatura dell’inverno. Tanto belle che ho pensato: “Va bene così, mi basta questo”. Mi sentivo dentro a un film. E poi, quando Giulia è venuta a casa mia e il contratto con Mondadori lo abbiamo firmato sul tavolo della mia cucina.

Per un autore che volesse iniziare la gavetta adesso, cosa consigli?

Trent’anni fa mi scoraggiavano a insistere sul mestiere di giornalista. Oggi lo farei anche io, poi mi ricordo di me e non mi permetterei mai di dire a un giovane di mollare. Il giornalismo è finito? Riparliamone quando sarà del tutto vero. Credo invece che ora più che mai i giornali abbiano bisogno dei giovani, dovrebbero svecchiare, anche se la situazione è tragica. Sono i giovani il nostro futuro e dovremmo metterglielo in mano e non deviare i loro sogni.

A un aspirante scrittore direi quasi la stessa cosa. Quando ho finito il primo romanzo mi sono sentita dire: “Ormai scrivono cani e porci”, brutto, eh… Io dico che anche qui c’è spazio per tutti, anche se le librerie traboccano di libri. Purtroppo, troppo spazio è occupato da chi ha un nome e non è facile farselo, nemmeno se la più grande casa editrice viene fino a casa tua a farti firmare. Non è facile emergere, ma bisogna fare le cose per gradi, dare credito alle piccole case editrici indipendenti, conquistare i librai, non sentirsi sconfitti se non si esce con le grandi o se non si vendono mille mila copie. Combattere la diffidenza. E certo avere anche un po’ di fortuna. Scrivere, per quanto mi riguarda, è un’esigenza e non si può farsi condizionare, o mollare, dai rifiuti. E non bisogna sentirsi inadeguati. Si può piacere e non piacere, non è il grande successo che ci determina, ma l’amore che mettiamo nelle cose. Siamo noi i primi a doverci riconoscere. I sogni, dico ai miei figli, non dicono bugie, hanno le gambe lunghe e portano lontano.

Grazie, Valeria. Ricordiamo che sarà LIVE con noi, sulla pagina Agente letterario, il prossimo 30 giugno alle ore 14:00. A presto!

Esistono tanti tipi di terapia psicologica, alcuni di essi molto specifici per la cura di stati d’ansia, difficoltà relazionali e depressione. La biblioterapia, o book therapy, si serve della lettura per affrontare temi e problemi di bassa e media entità. 

Ma è davvero utile? Possiamo curarci sul serio leggendo libri? 

Partiamo dal presupposto che leggere fa bene, alla mente cognitiva e all’umore. Ritagliarsi un momento per se stessi, anche solo un quarto d’ora, permette di allontanarsi dai propri problemi e dai pensieri negativi e calarci nelle vicende del protagonista. Che siano storie drammatiche, romantiche, avventurose o d’investigazione, quasi come nei sogni, la nostra mente trova una fuga dalla realtà e, finalmente, respira! 

Non esistono controindicazioni: leggere un libro richiede un impegno che viene ripagato con un coinvolgimento emotivo che scarica le nostre tensioni e ci permette di sciogliere nodi quotidiani. 

Come reagisce il protagonista a quel problema? Vincerà le sue paure? 

Seguirlo nelle sue vicende, tifare per lui e vederlo superare una difficoltà dietro l’altra crea in noi la sensazione che possiamo fare altrettanto, che non siamo soli nei nostri drammi e che possono esserci strategie che non avremmo mai pensato di mettere in atto.

Ebbene sì, tutto questo avviene senza che ce ne rendiamo conto! Ma alcune volte siamo talmente stanchi, desolati e nervosi che leggere un libro può sembrarci inutile. 

Con la book therapy, però, non siamo soli: possiamo affrontare paure e desideri, il dolore di una separazione, il lutto per la perdita di una persona cara, l’indecisione di fronte a una scelta, accompagnati da un terapeuta e da un gruppo di persone che possono darci un utile spunto di riflessione e aiutarci a compiere un vero cambiamento.

Si tratta quindi di creare un gruppo di lettura, sotto la guida esperta di uno psicoterapeuta, che possa guidarci attraverso le pagine di un grande classico, per riscoprire archetipi ed emozioni sopite, aiutando nella risoluzione dei problemi più comuni, quotidiani. E il confronto con il gruppo consentirà un’apertura ad altri punti di vista, fino alla propria risoluzione personale. Provate per credere!

 

Michela Cavaliere
Psicologa e psicoterapeuta, scrittrice, curatrice della collana “Psiché. Benessere della mente”.

Nota dell’autore dell’articolo: “ATTENZIONE, il mio non è certo un invito a fare razzia delle traduzioni altrui. Io mi riferivo a frasi semplici che non riescono a essere ricondotte a uno specifico traduttore, ma, per intenderci, il giorno che il “Signor degli Anelli” fosse in pubblico dominio, qualunque appassionato si accorgerebbe se certe frasi sono prese dalla traduzione dell’Alliata o da quella di Fatica. Quindi è sempre bene non generalizzare.”

Molti autori con i quali collaboro per la mia agenzia letteraria amano, nei loro manoscritti, citare canzoni, brani, poesie molto noti per “abbellire” o dare pathos al testo che stanno scrivendo. Peccato che, come ci spiega l’avvocato Marina Lenti, esperta di editoria e diritto d’autore, «Il fair use non è previsto per scopi “decorativi”».

La nostra Legge sul Diritto d’Autore, infatti, al primo comma dell’art. 70 stabilisce che: Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera.

Sempre dalle parole dell’avvocato Lenti: «Se, quindi, manca la critica/discussione (cosa che solitamente sta in un saggio, ma non in un romanzo), per citare il pezzo famoso, l’autore ha bisogno dell’autorizzazione degli aventi diritto, quindi l’autore stesso, oppure gli eredi».

Il che è un peccato, perché senz’altro l’effetto coreografico della citazione illustre o nota si perde del tutto. «L’unica cosa che può fare l’autore – spiega ancora Marina Lenti – è dire che l’episodio/il momento X descritto nel suo libro gli ha fatto tornare in mente i versi di questa o quella canzone famosa, oppure può usare citazioni di opere di pubblico dominio.

In sostanza, gli inserimenti o citazioni di opere altrui, coperti da diritti d’autore, vanno tolti dai manoscritti, oppure bisogna scartabellare tra le opere ormai di dominio pubblico e, se si è abili, tentare una propria traduzione di questa o quella frase, onde evitare spiacevoli sorprese future.

Buona lettura e, come sempre, buona scrittura!

Buongiorno amici autori e lettori, e colleghi editori. Oggi, sono lieta di ospitare un autore molto interessante, nel panorama editoriale italiano, che pubblica da anni con grandi case editrici e si occupa anche di servizi editoriali. Ci tengo molto a parlare con Andrea Franco, anche perché ha appena aperto un’associazione benefica, “Sorriso in viaggio”, che sostiene le famiglie costrette a convivere con gravi patologie. Forza, allora, iniziamo a leggere le sue parole e, se volete, vi suggeriamo il modo per contribuire alla causa benefica.

Andrea Franco sarà ospite live della pagina Agente letterario giovedì 10 giugno alle ore 10, nella rubrica “A tu per tu con l’autore”. Vi aspettiamo numerosi!

Grazie di essere qui, Andrea. Vuoi parlarci un po’ di te? Ti occupi di cultura in vari modi, giusto?

Ciao, grazie a te per l’invito. Classe 1977, appassionato da sempre di libri, musica (pianoforte e opera lirica), Ferrari e F1, linguistica, storia della lingua italiana… insomma, questo sono io. Sì, mi muovo da sempre sia nel mondo della musica, mio lavoro principale per oltre 10 anni e che ho svolto regolarmente dai 16 anni ai 30 circa, sia nel mondo della scrittura, prima da avido lettore, poi da giovane scribacchino acerbo e dal 2009 (mia prima pubblicazione con Mondadori) con un po’ più di mestiere. Ho pubblicato numerosi romanzi (Il Giallo Mondadori, Oscar Gialli, Segretissimo) e decine di racconti, articoli, saggi e manuali. A tutto questo, da anni svolgo lavoro di editor con la mia agenzia di servizi editoriali (Andrea Franco – Servizi Editoriali). E ora, dopo aver aperto tre anni fa un ristorante enoteca, inizio una nuova avventura… un progetto ragionato a cui tengo molto.

Tra le tante belle novità che ti riguardano quest’anno, c’è la nascita di una nuova associazione, “Sorriso in viaggio”. Come nasce questo progetto solidale?

L’Associazione “Sorriso in viaggio” e.t.s. (Ente per il terzo settore, sostituisce la vecchia dicitura ONLUS) nasce dalla volontà di dare un aiuto concreto a tante famiglie in difficoltà, quelle famiglie che devono sostenere un figlio gravemente malato. Dietro la grave malattia di un bambino (o ragazzo in genere) si celano tante spese che non tutti sono in grado di sostenere: viaggi, alberghi, pasti, attrezzature specifiche; il tutto condito dalla necessità spesso di prendere ferie, aspettative, rinunciare al lavoro. Ho visto di persona 2-3 situazioni molto tristi e ho deciso che non potevo più osservare tutto questo passivamente, ma dovevo intervenire in qualche modo. “Sorriso in viaggio” nasce dalle ceneri di “Io Scrivo Per Voi”, progetto che ci permise, dopo il terremoto del 2016, di donare ben 3600 euro alla Protezione Civile. E in questo aprile 2021, finalmente siamo partiti. La strada è lunga e dura. Ma non mi sono mai arreso davanti a nulla, in tutta la vita.

Come si può aderire a “Sorriso in viaggio” e contribuire alla causa?

Può essere una risposta banale, ma… con delle donazioni, in primis. Cercheremo anche fondi regionali, comunali ecc., ma il sostegno di tanti piccoli donatori è insostituibile. Lo dico sempre: non serve mettere lì 100, 200 euro (che pesano) e sparire. Se ognuno di noi (e qualcuno lo sta già facendo!) donasse 5 euro al mese, sarebbe un passo enorme. Ci pensate? Noi non ci accorgeremmo di nulla, sono 5 caffè in un mese, un pacchetto di sigarette… “Sorriso in viaggio” volerebbe. Potete farlo con un bonifico regolare (meglio l’opzione trimestrale) o dal nostro sito con PayPal. Oppure potete donare il vostro 5×1000, o comprare i racconti solidali che artisti di fama ci stanno donando. E parlare di noi, mettere mi piace alla pagina. Insomma, i modi sono questi. Donare e/o parlare di noi. Inutile dire che sono vitali entrambi.

Per concludere, una domanda di rito. Vista la tua esperienza nell’editoria come editor, autore seguito e anche organizzatore di eventi culturali, cosa consigli a uno scrittore emergente che ha un manoscritto nel cassetto? E cosa consigli a un autore che ha pubblicato tanto, ma vorrebbe ‘sfondare’ e fare un salto di qualità’?

Un manoscritto nel cassetto? Be’, il primo passo che farei è cercare di capire se ha i requisiti per andare avanti. La mia scrittura è pronta? La mia idea è buona? Il mio stile già maturo? Come capirlo? Consiglio sempre di affidarsi a un professionista per una valutazione professionale. Non costa molto (rispetto ad altri servizi) e ti dice tanto. E poi seguirne i consigli, anche se ci dice cose che non ci piacciono. Per il salto di qualità ho due opzioni: a) capire (come sopra) se il salto è nelle tue corde; b) Se questa sicurezza c’è, cercare un agente o un premio importante e cercare di farsi notare. Ma molti autori cadono prima: hanno fretta, non sanno scrivere una sinossi, una lettera di presentazione, e via dicendo. Senza un buon biglietto da visita, difficile che qualcuno possa notarci o darci l’occasione giusta.

Grazie, Andrea! Vi ricordo il live con Andrea Franco, qui sulla pagina Agente letterario, martedì 10 giugno alle ore 10:00, per parlare di “Sorriso in viaggio” e di altri segreti dell’editoria italiana che conta. Vi aspettiamo numerosi e, nel frattempo, per maggiori informazioni, ecco il sito dell’associazione: www.sorrisoinviaggio.it

Chi mi conosce sa bene quanto io ami un genere letterario in particolare, il fantasy, in tutti i suoi sottogeneri e sfaccettature. Qualche volta, sento dire da persone autorevoli nel campo dell’editoria e anche da autori emergenti alle prime armi, che si tratta di un genere “inferiore”, “per ragazzini”. 

Tant’è che i maggiori premi di settore, in Italia, non fanno più audience da decenni, ormai. Il che non solo è un dispiacere per i lettori della mia generazione anni Ottanta o anche più grandi, ma anche per l’intero settore editoriale, visto che si pensa che la fantasia sia soltanto per bambini.

Dato che sono totalmente in disaccordo con questa posizione, perché progettare e dare congruenza a una trama fantasy (spesso fatta di molti personaggi, intrecci vari e tanti libri che compongono una saga) è piuttosto complesso.

Lo sa bene un autore che seguo da tempo, che reputo talentuoso e che stimo: Giorgio Zanzi, ideatore della saga epic fantasy Atlantica e creatore del relativo gioco di ruolo “Il regno di Atlantica”. Ho conosciuto Giorgio a Lucca, quando stava promuovendo il primo volume della sua saga, ripubblicato oggi con Astro edizioni, la mia casa editrice. Quando mi ha raccontato della sua creatura, mi ha scritto una lunga mail che riporto qui in parte, con la sua autorizzazione. È la spiegazione di come sta lavorando, di come il suo progetto ambizioso abbia ingranaggi talmente complessi, che soltanto un’accurata programmazione (con tanto di file Excel e schemi vari) può sorreggere. Premetto che Giorgio è un ingegnere e anche un abile dungeon master, quindi la sua precisione è quantomeno invidiabile, unica.

Qui sotto e nelle immagini, dunque, qualche aneddoto su come si progetta una saga epic fantasy: altro che genere per ragazzini! (Senza nulla togliere alla letteratura per ragazzi, che apprezzo e promuovo moltissimo).

Agente Letterario | Editing e Promozione Libri Inediti | Francesca Costantino

 

All’inizio, nel mio quadernone per gli appunti c’erano la prime schede dei personaggi e altri dettagli, ma oramai sono obsoleti perché molte tabelle sono state trasformate in file di Excel, più facilmente modificabili/aggiornabili. Sul quadernone ora ci metto solo le mappe degli ambienti, gli schemi delle battaglie… tanti validi appunti per strutturare in maniera coerente gli scontri.

Il grosso lo metto nei seguenti file:

  • il calendario: le date e gli eventi raccontati o che devo ricordare per dei riferimenti;
  • caratteristiche del mondo: dettagli politici, sociali e religiosi; un elenco di città, in cui mi appunto gli edifici e le comparse citate;
  • Cosmogonia: le divinità, la loro storia e obbiettivi;
  • Lista degli incantesimi (famiglia, livello, dettagli…);
  • Schede personaggi (caratteristiche fisiche, caratteriali, sociali, eventi importanti ecc.);
  • Mappa generale per segnare gli eventi, le città e le comunità;
  • Gestione spazio-temporale dei personaggi per gestire i personaggi che si muovono (in modo indipendente) sulla mappa, mantenendo la coerenza degli spostamenti.

Agente Letterario | Editing e Promozione Libri Inediti | Francesca Costantino

Agente Letterario | Editing e Promozione Libri Inediti | Francesca Costantino

Ci siamo! Finalmente hai concluso il tuo romanzo. Quella storia che, magari da anni, dentro la tua pancia, nella tua testa, nel profondo della tua anima, spingeva per uscire.

Adesso, senti un po’ di malinconia: ti mancano i tuoi personaggi. Forse, ti stai chiedendo: cosa faccio, ora che ho finito il libro?

Vorresti che la tua storia piacesse, che fosse letta e apprezzata, che si pronunci il nome del tuo protagonista, che se ne parli. Il tuo sogno è la copertina stampata, bella, col tuo nome sopra e quel titolo a lettere cubitali, esposta in bella vista in libreria.

E qui, caro autore, cara autrice, cominciano i problemi. E se la tua storia non fosse abbastanza? E se non piacesse? Oppure, sei convinto/a che sia davvero una bella storia, ma non hai idea di come farla conoscere. Che si fa, allora?

Navighi su internet, trovi tutto e il contrario di tutto. Quell’autore o autrice che tanto ammiri e segui da sempre, di cui hai letto ogni uscita, ogni piccolo racconto: ti piacerebbe essere come lui o lei.

Poi, leggi su internet che è pieno di case editrici, trovi esperienze di altri autori emergenti e capisci che è pieno di squali, là fuori, persino – sembra – truffatori pronti a spillarti soldi. Contatti questo o quell’editore , che conosci e segui sin da piccolo/a, ma… non risponde. Settimane, mesi ad attendere una risposta. Finalmente, questa arriva ed è pre-compilata: “Grazie, però la tua storia non fa per noi, non ci interessa”. Ma come non vi interessa?! Perché?!

La cocente delusione ti porta a poche, possibili conseguenze:

– Sei un autore convinto che la tua storia sia davvero valida. Ne sei così convinto, che non concepisci nemmeno il rifiuto, anzi, hai fretta di pubblicare e insulti in modo più o meno velato, più o meno forbito chi ti ha scaricato con quelle poche righe. Ebbene, il mondo non è ancora pronto per la tua storia, e questo corso non fa per te.

– Sei un autore convinto che la tua idea sia davvero valida, perché hai letto questo o quell’autore famoso e sei sicuro di scrivere meglio; di nuovo, questo corso non fa per te.

– Sei un autore convinto di sapere tutto, di avere già le capacità necessarie per scrivere una buona storia: questo corso non fa nemmeno per te.

– Sei un autore autoreferenziale, che parla solo di sé e del suo libro, che non legge i libri di altri colleghi e non li consiglia; questo corso non fa per te.

– Se questo o quell’editore o agente letterario che hanno rifiutato il tuo manoscritto non capiscono nulla, questo corso non fa per te.

Se invece, ti chiedi:

– Cosa posso fare per farmi conoscere?

– Il mio testo che potenzialità ha?

– Ho commesso degli errori tecnici? Come faccio a correggerli?

– Quali sono gli aspetti del contratto editoriale ai quali dovrei fare attenzione?

– Come funziona il mercato editoriale e come faccio a entrarvi in modo professionale e competitivo?

– Come posso migliorare sia come autore, sia come comunicatore?

Ebbene, se sei tra coloro che si fanno queste domande, allora QUESTO CORSO DI SCRITTURA CREATIVA, VOLTO ALLA PUBBLICAZIONE E ALLA PROMOZIONE DEL TUO LIBRO, ECCOME SE FA PER TE!

Grazie a 10 lezioni o webinar, in diretta con i docenti, potrai dedicarti al percorso completo, oppure acquistare anche una singola lezione.

Conoscerai le più moderne tecniche di scrittura, a leggere e imparare dai grandi libri degli autori bestseller, a comunicare al meglio il tuo libro, a creare una community di lettori interessati a quel che scrivi e a chi sei. Parlerai anche con editor, agenti letterari, autori navigati, avvocati esperti in Diritto d’autore, editori. E, per i corsisti più brillanti, c’è la possibilità di ricevere una rappresentanza e una consulenza gratuite, persino una pubblicazione nazionale.

Se, insomma, vuoi muoverti al meglio nell’editoria e diventare un autore professionista, QUESTO CORSO FA PER TE! Cosa aspetti? Scrivi o chiama ora:

Francesca Costantino
Agente letterario, editore, giornalista
3473232734
promotrice.editoriale@gmail.com

Livio Gambarini è scrittore (sua la saga Eternal War per Acheron e il recente Ottone. Il primo dei Visconti, scritto con Alex Calvi per Piemme) e anche editor, oltre che consulente professionista di scrittura. Ha fondato, infatti, Rotte Narrative e organizza corsi di editoria e scrittura. Di Livio mi piace sia l’abilità narrativa, sia una grandissima qualità: la voglia di migliorarsi sempre, studiare e conoscere. È un autore in forte crescita, che sa anche trasferire le sue conoscenze, con passione. Un ottimo esempio, dunque, di come si fa l’autore oggi, anche in un contesto di editoria commerciale. 

Livio sarà live sulla pagina Agente letterario, giovedì 20 maggio 2021 alle ore 14:00, pronto a rispondere a tutte le vostre domande. Vi aspettiamo numerosi!

Buongiorno Livio, parlaci un po’ di te, dei tuoi hobby e interessi, oltre che della tua professione.

Ciao Francesca, grazie dell’invito! Dunque, io sono uno scrittore di romanzi ad ambientazione medievale, sia realistici che fantastici, e sono portabandiera della faticosa battaglia volta a rivalutare il fantasy italiano e dargli dignità. Sono anche un insegnante di narratologia e un imprenditore: ho fondato Rotte Narrative, una realtà didattica rivolta agli aspiranti scrittori italiani che puntino a diventare scrittori professionisti.

Sono appassionato di videogiochi strategici, sparatutto open world, e come tanti miei colleghi adoro giocare di ruolo (sono master di D&D da oltre quindici anni). Ho praticato recitazione, kung fu, parkour e trekking in montagna; tra le materie che più mi affascinano al momento ci sono Storia, Psicologia e Marketing strategico.

Complimenti, intanto, per la buona notizia: la tua saga Eternal War (fantasy storico ispirato al viaggio di Dante nella Divina Commedia) è candidata al Premio Italia. Vuoi parlarci di questa avventura e di come è nata la saga?

Eternal War è la prima saga fantasy che ho pubblicato e ci sono affezionatissimo. Mi ha dato soddisfazioni gigantesche fin dal primo volume: le testate americane Amazing Stories e Red Sun Magazine l’hanno recensito in toni davvero positivi, Geek.com l’ha addirittura annoverato nella lista dei 10 fantasy contemporanei più interessanti di un autore non anglofono.

La saga è nata da uno dei tre concept che proposi ad Acheron Books alla fine del 2014; come hai detto tu, i protagonisti sono Dante e Guido Cavalcanti. Mi premeva parlare della mentalità faziosa dell’Italia dei guelfi e ghibellini, che nelle vite di quei due grandi poeti ebbe un impatto drammatico, perciò ho creato delle creature fantastiche che mi permettessero di mettere in scena quella mentalità e i conflitti che ne scaturivano. Queste creature sono gli Ancestrarchi, spiriti custodi delle famiglie fiorentine nobili o popolane, ispirati ai Penati dell’antica Roma e responsabili delle scelte degli umani che proteggono e che manipolano. 

Ora che la saga è completa, sto raccogliendo frutti del duro lavoro che ho compiuto: ringrazio di cuore i lettori vecchi e nuovi, che stanno adorando il volume conclusivo e mi bombardano di messaggi, recensioni e stories su Instagram. È stato un viaggio faticoso che ha richiesto montagne di studio, ma grazie a voi ne è valsa la pena!

Ci siamo conosciuti in fiera, intenti a promuovere i nostri amati libri. Hai qualche aneddoto da raccontare, qualche suggerimento di promozione per gli autori emergenti?

Ah, le fiere, quanti bei ricordi! La promozione è sempre una questione spinosa. Ci sono due aspetti che accomunano la maggior parte degli autori emergenti destinati ad arenarsi: 1) il ritenere di non dover imparare nulla, di disporre già di tutte le capacità e le conoscenze necessarie per realizzare le proprie ambizioni (cosa quasi sempre falsa) e 2) Il concentrarsi su sé stessi e sul proprio libro in fase di promozione, invece di concentrarsi sulla creazione di una community di lettori. 

Nel mio lavoro, mi capita quotidianamente di dare supporto a chi si trovi in queste situazioni; un primo suggerimento per chi si accinga a salire la china è di sviluppare le capacità che gli altri trascurano o considerano indegne di un autore: vendita diretta, public speaking, online marketing, copywriting, social media managing. Chi eccelle in qualcuno di questi campi ha un innegabile vantaggio sugli altri, e sono capacità che si possono imparare guardando video su YouTube e facendo un po’ di pratica.

Un secondo consiglio è di leggere i libri di altri esordienti della vostra nicchia, scrivere recensioni, intervistare autori più esperti nel vostro settore. Così facendo vi farete conoscere nell’ambiente come qualcuno che dà, e non gli ennesimi che sono lì per chiedere; in generale cercate di dare sempre un po’ di più di quello che vorreste ricevere in futuro; trovate un modo per spiccare tra la massa, possibilmente in positivo. 

Poi l’amara verità è che, quando l’esordiente tipico pubblica un libro, è già troppo tardi per far sì che quel libro abbia successo. La promozione che funziona è quella che mette a frutto un lavoro iniziato ben prima; è il percorso che precede la stesura a trasformare un dilettante allo sbaraglio in un professionista già destinato a fare strada. Senza il bagaglio tecnico (e strategico) del vero scrittore, la miglior campagna pubblicitaria sarà come gettare semi su un marciapiede.

Hai scritto molto, la tua gavetta è stata propedeutica per il salto nella grande editoria. Com’è stato questo passaggio, che ti ha portato in Piemme (insieme ad Alex Calvi), con Ottone. Il primo dei Visconti?

Il passaggio alle Big è stato un po’ diverso da come me l’ero aspettato; speravo che ci sarebbe stato un maggior salto, una maggiore differenza rispetto al mondo delle CE di dimensioni medio-piccole, invece molte delle dinamiche a cui ho assistito mi erano già familiari. Certo, il personale della CE è più numeroso, le tirature sono maggiori e quando si firma un contratto si riceve un gradevole anticipo in denaro, ma molte delle azioni necessarie al successo del libro rimangono le stesse che mi ero abituato a compiere durante la gavetta. È il riflesso dell’epoca di crisi in cui viviamo, in cui anche le grandi CE dispongono di poche risorse e sono costrette a concentrarle sui maggiori cavalli di battaglia delle loro scuderie. Poco male, continuerò a darci dentro come ho sempre fatto, e con gradualità continuerò a far crescere il mio bacino di lettori. Devo dire che la pubblicazione con Piemme sta dando a questo processo una splendida accelerata!

Scrivi libri appassionanti, perché sei tu stesso appassionato di quel che scrivi. Qual è il tuo approccio con lo studio, propedeutico alla scrittura di una nuova trama?

Spesso si sente dire che gli scrittori professionisti scrivono ogni giorno; è solo una mezza verità, anzi, un quinto di verità. Il principio corretto è che i professionisti ogni giorno lavorano ai loro libri, il che comprende: 1) Studio della narratologia 2) documentazione 3) costruzione e architettura del libro 4) stesura e revisione 5) lettura critica e betareading di romanzi altrui.

Chi veramente adora scrivere non trae diletto solo dall’atto in sé della scrittura (quelli si chiamano dilettanti), ma svolgendo tutte le attività che gli permetteranno di scrivere sempre meglio romanzo dopo romanzo, al fine di comporre storie capaci di conquistare il pubblico e rimanere impresse. La documentazione è la fase fondamentale in cui l’autore si guadagna il diritto di chiedere il tempo necessario alla lettura. E non parlo solo di romanzi storici: che si tratti di un thriller o di un romance, di un mainstream letterario o di un fantasy, un libro privo di documentazione tenderà sempre a ridursi al borbottio autoreferenziale del suo autore. Perché dovrebbe interessare a qualcuno? Chi si documenta ha compreso che il compito dell’autore è veicolare un significato, consentire al lettore di interpretare un qualche aspetto del mondo che prima gli era vago o sconosciuto, e che questo è incompatibile con l’invenzione destrutturata e improvvisata di quasi tutti i dilettanti. La documentazione dona consistenza al mondo narrativo che il romanzo mostrerà al lettore, conferendogli solidità e rilevanza; non dimentichiamoci che ogni buon libro deve saper dire qualcosa alla mente, oltre che al cuore. 

In ultimo, cosa consigli a un autore che, abile e volenteroso, voglia diventare uno scrittore professionista?

In primo luogo, gli consiglio di fare piazza pulita dei tanti falsi miti che ha sul mondo editoriale, sulla scrittura e sul sentiero che ha di fronte. Lo attende un percorso duro, durissimo, con sfide e ostacoli innumerevoli ai quali è del tutto impreparato quando intinge la penna nel calamaio per la prima volta. 

In secondo luogo, gli raccomando di abbracciare il prima possibile la mentalità seria e concreta dell’artigiano, abbandonando tanto la mediocrità del dilettante quanto le pose dell’artista. Benché i pigri e i vanitosi tendano a dimenticarlo, infatti, tutti i grandi artisti hanno cominciato come artigiani. Gli artigiani sono i veri professionisti della scrittura: chi non mette le briglie al proprio ego al più presto e non diventa padrone di sé stesso, cadrà inevitabilmente nei pantani della procrastinazione, della sindrome da riscrittura infinita e degli innumerevoli blocchi psicologici descritti dagli autori di ogni tempo, e non è detto che riesca poi a districarsene. 

In ultimo, abile e volenteroso autore, io ti consiglio di studiare seriamente la narratologia prima di scrivere il tuo prossimo romanzo. In Italia se ne accorgono ancora in pochi, ma c’è una differenza abissale tra le probabilità di successo di coloro che si accontentano dello stile amatoriale degli autodidatti e coloro che invece studiano i principi stilistici contemporanei, che permettono di costruire storie davvero efficaci. È proprio per questo che ho creato il canale YouTube di Rotte Narrative, che contiene un’autentica miniera di spunti, suggerimenti e nozioni pratiche per evitare agli autori di cadere in queste trappole e raggiungere le soddisfazioni che sognano. Certo, bisogna vedere quanto l’aspirante autore ci tiene davvero a farcela, ma quando la scrittura è una passione bruciante, non c’è nulla in grado di interrompere il raspio della penna e il ticchettare della tastiera!

Agente letterario, attraverso la collaborazione di editor professionisti, case editrici, traduttori, psicologi, consulenti legali, social media manager e uffici stampa, promuove un corso di scrittura creativa, con lezioni online dal vivo, utile sia per imparare la tecnica, sia per acquisire consapevolezza del mercato editoriale, arrivando a pubblicare al meglio il proprio libro e trovarlo esposto sugli scaffali delle librerie.

OBIETTIVI

saper analizzare un testo per apprendere tecniche dai maestri; conoscere le tecniche di scrittura più diffuse; progettare il proprio libro; usare i mezzi di scrittura più efficaci; conoscere i libri di consultazione più importanti; arricchire la propria libreria di affascinanti letture; sapersi confrontare con un editore e valutare il contratto editoriale; conoscere la distribuzione libraria e cosa aspettarsi dopo aver pubblicato; acquisire tecniche commerciali di promozione e fare rete.

LEZIONI E ARGOMENTI

Prima lezione. L’idea, la scintilla, dove tutto ha inizio

Dove nascono le idee

Obiettivo ben formato e target

I generi letterari

Seconda lezione. Strumenti di scrittura

Programmi Word / Open Office

Formattazione del testo

Strumenti essenziali

Terza lezione. Il progetto del mio libro

Scaletta

Trama e intreccio: Carte di Propp

Punto di vista e narratore

Le schede dei personaggi

Quarta lezione. Analisi di un testo

Il testo letterario

Leggere, leggere, leggere. Sì, ma come?

La ricerca

Le 5W

Il riassunto e la sinossi: differenze e tecniche

Quinta lezione. I personaggi

Incidente scatenante

Il viaggio dell’eroe

Antagonisti

La psicologia del personaggio: intervento della autrice, psicologa e psicoterapeuta, Michela Cavaliere.

I personaggi: protagonista e antagonista

Sesta lezione. Struttura narrativa

Cerchio e montaggio alternato

Spazio e tempo: come gestirli

Il ritmo e l’ambientazione

Settima lezione. Dialoghi

Dialoghi e personaggi

Stile (cliffhanger – show, don’t tell – sospensione incredulità)

Errori comuni

Ottava lezione. Consigli di editing

Musicalità e lettura ad alta voce

Attacco e finale

L’editing del manoscritto: intervento dell’editor e traduttrice, Francesca Noto

Nona lezione. Il contratto editoriale

Il contratto editoriale: intervento dell’avvocato Marina Lenti, esperta in Diritto d’autore

L’esempio di contratto: Astro edizioni, E-sordisco

L’agente letterario

Decima lezione. La pubblicazione

Lettera di presentazione

Come contattare gli editori

La distribuzione in Italia

La promozione: intervento della social media manager Alessia Tuzio

Le lezioni saranno online sulle piattaforme più diffuse e adatte al numero di corsisti. Le esercitazioni suggerite durante il corso saranno corrette dal team di professionisti di Agente letterario. Le date del corso sono da definire, nel mese di maggio/giugno 2021, per 1 lezione a settimana e la durata di circa 2 mesi e mezzo per svolgere l’intero corso. Il corsista più talentuoso riceverà una proposta di lavoro da Agente letterario, o anche una proposta di pubblicazione dal partner editoriale Astro edizioni. Per tutti i partecipanti, diploma di avvenuto superamento dell’esame finale del corso.

Il costo di una singola lezione è di 80 euro + IVA, si può frequentare anche una sola lezione. Il costo per seguire tutte e 10 le lezioni è di 650 euro + IVA se si paga in tre rate (una rata al mese), un ulteriore sconto di 50 euro se acquistate in unica rata, entro una settimana dall’iscrizione al corso.

Cosa aspetti? Il prossimo libro pubblicato può essere il tuo!

Per info e contatti:

www.agenteletterario.it

promotrice.editoriale@gmail.com

347/3232734