Agente Letterario | Editing e Promozione Libri Inediti | Francesca Costantino

Quanti autori ho conosciuto, in quasi 15 anni di onorato servizio in Editoria, che si perdevano nei meandri delle belle parole, nelle proprie incertezze. Quanti innamorati dei dettagli, che però perdevano di vista l’obiettivo di chiudere il manoscritto per tempo, così da consentire all’editore di farlo uscire per questa o quell’altra fiera di settore.

Tanti, troppi, oserei dire.

Uno degli errori che più fanno gli autori in erba – certe volte capita anche ai professionisti più narcisisti – è proprio quello di innamorarsi delle proprie parole, dei dettagli, persino delle virgole che hanno messo su carta. Passano ore e ore a rileggere i paragrafi o i capitoli precedenti. E altrettante ore le perdono a riscrivere quanto già è messo nero su bianco, invece di procedere e arrivare a “mettere la parola fine”.

Questo succede persino quando il manoscritto è finito, l’editore ha eseguito l’editing (a fatica, con dure lotte tra editor e autore), e quando il file è impaginato dai grafici. Tantissime volte, infatti, ho visto impaginati consegnati all’autore per la consueta verifica delle bozze tornare indietro alla redazione con interi brani stravolti, riscritti, rielaborati. Dicendo peraltro la stessa cosa, ma in modo diverso, “più bello”.

Il che, al di là degli anatemi lanciati dagli editor e dai grafici all’autore, crea non pochi problemi. Di tempo e di denaro, di lungaggini infinite e discussioni malsane. Finché, l’editore si impunta e decide di rimandare l’uscita del romanzo “a data da destinarsi”, oppure rescinde il contratto.
Chi di voi, autori che mi segue, ha mai fatto l’errore di innamorarsi delle proprie parole, così tanto, da cambiarle di continuo? Ebbene, sappiate che non è per nulla proficuo.

Cosa fare, dunque? È bene avere una scaletta in testa o scritta, darsi dei tempi di scrittura, sia giornalieri, sia generali (es. quanto voglio impiegarci per scrivere questo libro?), quindi scrivere TUTTO, dalla prima all’ultima parola, e rileggere soltanto quando si è davvero finito di scrivere. E poi, affidarsi a tecnici, editor o agenti letterari, beta reader amici e professionali, lasciarsi guidare. Così, il romanzo sarà davvero pubblicato e sarà pronto a “lasciare il nido”, la mente e il cuore dello scrittore, per affrontare il mercato. Proprio come ogni bimbo, alla fine, fa: anche l’autore deve prima o poi tagliare il cordone ombelicale col suo manoscritto e lasciare che diventi libro e si confronti col pubblico, per tornare indietro sotto forma di acquisti e recensioni, come esperienza acquisita. Fino alla prossima idea da mettere su carta.

Buona scrittura!