Agente Letterario | Editing e Promozione Libri Inediti | Francesca Costantino

E così, mi è arrivata una cartolina. Una di quelle scritte a mano, con grafia ordinata, penna biro nera come quelle che usavo a scuola, negli anni Ottanta. La carta, bellissima, ruvida e profumata, è giallina, la stampa dell’illustrazione – anch’essa in stile “antico” – è di ottima fattura.

Me la consegna il postino, anche lui vecchio stampo, quello che quando ti vede per strada, ti saluta, che sa tutto di tutti, nel quartiere. Ah, il postino di una volta!

Scambio due chiacchiere con lui e, con gioia, sorrido guardando la cartolina che ho ricevuto.

Sono davvero felice, lo trovo un pensiero bellissimo, contro la moderna comunicazione che deve essere sempre diretta, veloce, vuota, fredda. Questa cartolina invece per me è calda, rovente. Mi ricorda la mia infanzia, i miei nonni che non ci sono più, che collezionavano cartoline dai paesaggi più disparati. E moltissime gliele avevo scritte io, con grafia incerta, di quando ero bambina.

A casa, guardo meglio la cartolina: è una pubblicità. La pubblicità di una tipografia, che offre servizi di grafica e stampa. Tanto di cappello a quest’azienda che, in un periodo così “moderno”, è tornata a fare comunicazione alla vecchia maniera, in modo caldo, avvolgente e che strappa un sorriso a chi riceve il suo pensiero.

Il messaggio è semplice, ma scritto a mano ha un sapore davvero emotivo, quindi forte ed efficace. Per un attimo, penso anche di chiamare la ditta che mi ha scritto la cartolina… poi ci ripenso, anche perché di fornitori ne ho parecchi, e tutti ottimi. Eppure… mi ricorderò di te, che mi hai regalato questa cartolina e un avvolgente sorriso mattutino!

La bellezza della scrittura è forse soprattutto questo: emozionare il lettore. Mi piacerebbe, come editore, pubblicare sia storie, sia opere di pregio, su carta di qualità, con una bella rilegatura, magari fatta a mano. Che meraviglia! E che bello che era scrivere a mano… non che io abbia una bella calligrafia, anzi, ma quelle parole che mettevo su carta avevano tutto un altro sapore! Erano delle mie creature, nel senso letterale del termine.

Credo che il modo di comunicare di oggi abbia bisogno di un ritorno alla qualità, all’emozione e al tatto, alla parola che sia “calda”, e tocchi le corde del cuore di ognuno.

Come sempre, allora, emozionatevi! Buona lettura, e buona scrittura.