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Esistono tanti tipi di terapia psicologica, alcuni di essi molto specifici per la cura di stati d’ansia, difficoltà relazionali e depressione. La biblioterapia, o book therapy, si serve della lettura per affrontare temi e problemi di bassa e media entità. 

Ma è davvero utile? Possiamo curarci sul serio leggendo libri? 

Partiamo dal presupposto che leggere fa bene, alla mente cognitiva e all’umore. Ritagliarsi un momento per se stessi, anche solo un quarto d’ora, permette di allontanarsi dai propri problemi e dai pensieri negativi e calarci nelle vicende del protagonista. Che siano storie drammatiche, romantiche, avventurose o d’investigazione, quasi come nei sogni, la nostra mente trova una fuga dalla realtà e, finalmente, respira! 

Non esistono controindicazioni: leggere un libro richiede un impegno che viene ripagato con un coinvolgimento emotivo che scarica le nostre tensioni e ci permette di sciogliere nodi quotidiani. 

Come reagisce il protagonista a quel problema? Vincerà le sue paure? 

Seguirlo nelle sue vicende, tifare per lui e vederlo superare una difficoltà dietro l’altra crea in noi la sensazione che possiamo fare altrettanto, che non siamo soli nei nostri drammi e che possono esserci strategie che non avremmo mai pensato di mettere in atto.

Ebbene sì, tutto questo avviene senza che ce ne rendiamo conto! Ma alcune volte siamo talmente stanchi, desolati e nervosi che leggere un libro può sembrarci inutile. 

Con la book therapy, però, non siamo soli: possiamo affrontare paure e desideri, il dolore di una separazione, il lutto per la perdita di una persona cara, l’indecisione di fronte a una scelta, accompagnati da un terapeuta e da un gruppo di persone che possono darci un utile spunto di riflessione e aiutarci a compiere un vero cambiamento.

Si tratta quindi di creare un gruppo di lettura, sotto la guida esperta di uno psicoterapeuta, che possa guidarci attraverso le pagine di un grande classico, per riscoprire archetipi ed emozioni sopite, aiutando nella risoluzione dei problemi più comuni, quotidiani. E il confronto con il gruppo consentirà un’apertura ad altri punti di vista, fino alla propria risoluzione personale. Provate per credere!

 

Michela Cavaliere
Psicologa e psicoterapeuta, scrittrice, curatrice della collana “Psiché. Benessere della mente”.

Nota dell’autore dell’articolo: “ATTENZIONE, il mio non è certo un invito a fare razzia delle traduzioni altrui. Io mi riferivo a frasi semplici che non riescono a essere ricondotte a uno specifico traduttore, ma, per intenderci, il giorno che il “Signor degli Anelli” fosse in pubblico dominio, qualunque appassionato si accorgerebbe se certe frasi sono prese dalla traduzione dell’Alliata o da quella di Fatica. Quindi è sempre bene non generalizzare.”

Molti autori con i quali collaboro per la mia agenzia letteraria amano, nei loro manoscritti, citare canzoni, brani, poesie molto noti per “abbellire” o dare pathos al testo che stanno scrivendo. Peccato che, come ci spiega l’avvocato Marina Lenti, esperta di editoria e diritto d’autore, «Il fair use non è previsto per scopi “decorativi”».

La nostra Legge sul Diritto d’Autore, infatti, al primo comma dell’art. 70 stabilisce che: Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera.

Sempre dalle parole dell’avvocato Lenti: «Se, quindi, manca la critica/discussione (cosa che solitamente sta in un saggio, ma non in un romanzo), per citare il pezzo famoso, l’autore ha bisogno dell’autorizzazione degli aventi diritto, quindi l’autore stesso, oppure gli eredi».

Il che è un peccato, perché senz’altro l’effetto coreografico della citazione illustre o nota si perde del tutto. «L’unica cosa che può fare l’autore – spiega ancora Marina Lenti – è dire che l’episodio/il momento X descritto nel suo libro gli ha fatto tornare in mente i versi di questa o quella canzone famosa, oppure può usare citazioni di opere di pubblico dominio.

In sostanza, gli inserimenti o citazioni di opere altrui, coperti da diritti d’autore, vanno tolti dai manoscritti, oppure bisogna scartabellare tra le opere ormai di dominio pubblico e, se si è abili, tentare una propria traduzione di questa o quella frase, onde evitare spiacevoli sorprese future.

Buona lettura e, come sempre, buona scrittura!

Buongiorno amici autori e lettori, e colleghi editori. Oggi, sono lieta di ospitare un autore molto interessante, nel panorama editoriale italiano, che pubblica da anni con grandi case editrici e si occupa anche di servizi editoriali. Ci tengo molto a parlare con Andrea Franco, anche perché ha appena aperto un’associazione benefica, “Sorriso in viaggio”, che sostiene le famiglie costrette a convivere con gravi patologie. Forza, allora, iniziamo a leggere le sue parole e, se volete, vi suggeriamo il modo per contribuire alla causa benefica.

Andrea Franco sarà ospite live della pagina Agente letterario giovedì 10 giugno alle ore 10, nella rubrica “A tu per tu con l’autore”. Vi aspettiamo numerosi!

Grazie di essere qui, Andrea. Vuoi parlarci un po’ di te? Ti occupi di cultura in vari modi, giusto?

Ciao, grazie a te per l’invito. Classe 1977, appassionato da sempre di libri, musica (pianoforte e opera lirica), Ferrari e F1, linguistica, storia della lingua italiana… insomma, questo sono io. Sì, mi muovo da sempre sia nel mondo della musica, mio lavoro principale per oltre 10 anni e che ho svolto regolarmente dai 16 anni ai 30 circa, sia nel mondo della scrittura, prima da avido lettore, poi da giovane scribacchino acerbo e dal 2009 (mia prima pubblicazione con Mondadori) con un po’ più di mestiere. Ho pubblicato numerosi romanzi (Il Giallo Mondadori, Oscar Gialli, Segretissimo) e decine di racconti, articoli, saggi e manuali. A tutto questo, da anni svolgo lavoro di editor con la mia agenzia di servizi editoriali (Andrea Franco – Servizi Editoriali). E ora, dopo aver aperto tre anni fa un ristorante enoteca, inizio una nuova avventura… un progetto ragionato a cui tengo molto.

Tra le tante belle novità che ti riguardano quest’anno, c’è la nascita di una nuova associazione, “Sorriso in viaggio”. Come nasce questo progetto solidale?

L’Associazione “Sorriso in viaggio” e.t.s. (Ente per il terzo settore, sostituisce la vecchia dicitura ONLUS) nasce dalla volontà di dare un aiuto concreto a tante famiglie in difficoltà, quelle famiglie che devono sostenere un figlio gravemente malato. Dietro la grave malattia di un bambino (o ragazzo in genere) si celano tante spese che non tutti sono in grado di sostenere: viaggi, alberghi, pasti, attrezzature specifiche; il tutto condito dalla necessità spesso di prendere ferie, aspettative, rinunciare al lavoro. Ho visto di persona 2-3 situazioni molto tristi e ho deciso che non potevo più osservare tutto questo passivamente, ma dovevo intervenire in qualche modo. “Sorriso in viaggio” nasce dalle ceneri di “Io Scrivo Per Voi”, progetto che ci permise, dopo il terremoto del 2016, di donare ben 3600 euro alla Protezione Civile. E in questo aprile 2021, finalmente siamo partiti. La strada è lunga e dura. Ma non mi sono mai arreso davanti a nulla, in tutta la vita.

Come si può aderire a “Sorriso in viaggio” e contribuire alla causa?

Può essere una risposta banale, ma… con delle donazioni, in primis. Cercheremo anche fondi regionali, comunali ecc., ma il sostegno di tanti piccoli donatori è insostituibile. Lo dico sempre: non serve mettere lì 100, 200 euro (che pesano) e sparire. Se ognuno di noi (e qualcuno lo sta già facendo!) donasse 5 euro al mese, sarebbe un passo enorme. Ci pensate? Noi non ci accorgeremmo di nulla, sono 5 caffè in un mese, un pacchetto di sigarette… “Sorriso in viaggio” volerebbe. Potete farlo con un bonifico regolare (meglio l’opzione trimestrale) o dal nostro sito con PayPal. Oppure potete donare il vostro 5×1000, o comprare i racconti solidali che artisti di fama ci stanno donando. E parlare di noi, mettere mi piace alla pagina. Insomma, i modi sono questi. Donare e/o parlare di noi. Inutile dire che sono vitali entrambi.

Per concludere, una domanda di rito. Vista la tua esperienza nell’editoria come editor, autore seguito e anche organizzatore di eventi culturali, cosa consigli a uno scrittore emergente che ha un manoscritto nel cassetto? E cosa consigli a un autore che ha pubblicato tanto, ma vorrebbe ‘sfondare’ e fare un salto di qualità’?

Un manoscritto nel cassetto? Be’, il primo passo che farei è cercare di capire se ha i requisiti per andare avanti. La mia scrittura è pronta? La mia idea è buona? Il mio stile già maturo? Come capirlo? Consiglio sempre di affidarsi a un professionista per una valutazione professionale. Non costa molto (rispetto ad altri servizi) e ti dice tanto. E poi seguirne i consigli, anche se ci dice cose che non ci piacciono. Per il salto di qualità ho due opzioni: a) capire (come sopra) se il salto è nelle tue corde; b) Se questa sicurezza c’è, cercare un agente o un premio importante e cercare di farsi notare. Ma molti autori cadono prima: hanno fretta, non sanno scrivere una sinossi, una lettera di presentazione, e via dicendo. Senza un buon biglietto da visita, difficile che qualcuno possa notarci o darci l’occasione giusta.

Grazie, Andrea! Vi ricordo il live con Andrea Franco, qui sulla pagina Agente letterario, martedì 10 giugno alle ore 10:00, per parlare di “Sorriso in viaggio” e di altri segreti dell’editoria italiana che conta. Vi aspettiamo numerosi e, nel frattempo, per maggiori informazioni, ecco il sito dell’associazione: www.sorrisoinviaggio.it

Chi mi conosce sa bene quanto io ami un genere letterario in particolare, il fantasy, in tutti i suoi sottogeneri e sfaccettature. Qualche volta, sento dire da persone autorevoli nel campo dell’editoria e anche da autori emergenti alle prime armi, che si tratta di un genere “inferiore”, “per ragazzini”. 

Tant’è che i maggiori premi di settore, in Italia, non fanno più audience da decenni, ormai. Il che non solo è un dispiacere per i lettori della mia generazione anni Ottanta o anche più grandi, ma anche per l’intero settore editoriale, visto che si pensa che la fantasia sia soltanto per bambini.

Dato che sono totalmente in disaccordo con questa posizione, perché progettare e dare congruenza a una trama fantasy (spesso fatta di molti personaggi, intrecci vari e tanti libri che compongono una saga) è piuttosto complesso.

Lo sa bene un autore che seguo da tempo, che reputo talentuoso e che stimo: Giorgio Zanzi, ideatore della saga epic fantasy Atlantica e creatore del relativo gioco di ruolo “Il regno di Atlantica”. Ho conosciuto Giorgio a Lucca, quando stava promuovendo il primo volume della sua saga, ripubblicato oggi con Astro edizioni, la mia casa editrice. Quando mi ha raccontato della sua creatura, mi ha scritto una lunga mail che riporto qui in parte, con la sua autorizzazione. È la spiegazione di come sta lavorando, di come il suo progetto ambizioso abbia ingranaggi talmente complessi, che soltanto un’accurata programmazione (con tanto di file Excel e schemi vari) può sorreggere. Premetto che Giorgio è un ingegnere e anche un abile dungeon master, quindi la sua precisione è quantomeno invidiabile, unica.

Qui sotto e nelle immagini, dunque, qualche aneddoto su come si progetta una saga epic fantasy: altro che genere per ragazzini! (Senza nulla togliere alla letteratura per ragazzi, che apprezzo e promuovo moltissimo).

Agente Letterario | Editing e Promozione Libri Inediti | Francesca Costantino

 

All’inizio, nel mio quadernone per gli appunti c’erano la prime schede dei personaggi e altri dettagli, ma oramai sono obsoleti perché molte tabelle sono state trasformate in file di Excel, più facilmente modificabili/aggiornabili. Sul quadernone ora ci metto solo le mappe degli ambienti, gli schemi delle battaglie… tanti validi appunti per strutturare in maniera coerente gli scontri.

Il grosso lo metto nei seguenti file:

  • il calendario: le date e gli eventi raccontati o che devo ricordare per dei riferimenti;
  • caratteristiche del mondo: dettagli politici, sociali e religiosi; un elenco di città, in cui mi appunto gli edifici e le comparse citate;
  • Cosmogonia: le divinità, la loro storia e obbiettivi;
  • Lista degli incantesimi (famiglia, livello, dettagli…);
  • Schede personaggi (caratteristiche fisiche, caratteriali, sociali, eventi importanti ecc.);
  • Mappa generale per segnare gli eventi, le città e le comunità;
  • Gestione spazio-temporale dei personaggi per gestire i personaggi che si muovono (in modo indipendente) sulla mappa, mantenendo la coerenza degli spostamenti.

Agente Letterario | Editing e Promozione Libri Inediti | Francesca Costantino

Agente Letterario | Editing e Promozione Libri Inediti | Francesca Costantino

Ci siamo! Finalmente hai concluso il tuo romanzo. Quella storia che, magari da anni, dentro la tua pancia, nella tua testa, nel profondo della tua anima, spingeva per uscire.

Adesso, senti un po’ di malinconia: ti mancano i tuoi personaggi. Forse, ti stai chiedendo: cosa faccio, ora che ho finito il libro?

Vorresti che la tua storia piacesse, che fosse letta e apprezzata, che si pronunci il nome del tuo protagonista, che se ne parli. Il tuo sogno è la copertina stampata, bella, col tuo nome sopra e quel titolo a lettere cubitali, esposta in bella vista in libreria.

E qui, caro autore, cara autrice, cominciano i problemi. E se la tua storia non fosse abbastanza? E se non piacesse? Oppure, sei convinto/a che sia davvero una bella storia, ma non hai idea di come farla conoscere. Che si fa, allora?

Navighi su internet, trovi tutto e il contrario di tutto. Quell’autore o autrice che tanto ammiri e segui da sempre, di cui hai letto ogni uscita, ogni piccolo racconto: ti piacerebbe essere come lui o lei.

Poi, leggi su internet che è pieno di case editrici, trovi esperienze di altri autori emergenti e capisci che è pieno di squali, là fuori, persino – sembra – truffatori pronti a spillarti soldi. Contatti questo o quell’editore , che conosci e segui sin da piccolo/a, ma… non risponde. Settimane, mesi ad attendere una risposta. Finalmente, questa arriva ed è pre-compilata: “Grazie, però la tua storia non fa per noi, non ci interessa”. Ma come non vi interessa?! Perché?!

La cocente delusione ti porta a poche, possibili conseguenze:

– Sei un autore convinto che la tua storia sia davvero valida. Ne sei così convinto, che non concepisci nemmeno il rifiuto, anzi, hai fretta di pubblicare e insulti in modo più o meno velato, più o meno forbito chi ti ha scaricato con quelle poche righe. Ebbene, il mondo non è ancora pronto per la tua storia, e questo corso non fa per te.

– Sei un autore convinto che la tua idea sia davvero valida, perché hai letto questo o quell’autore famoso e sei sicuro di scrivere meglio; di nuovo, questo corso non fa per te.

– Sei un autore convinto di sapere tutto, di avere già le capacità necessarie per scrivere una buona storia: questo corso non fa nemmeno per te.

– Sei un autore autoreferenziale, che parla solo di sé e del suo libro, che non legge i libri di altri colleghi e non li consiglia; questo corso non fa per te.

– Se questo o quell’editore o agente letterario che hanno rifiutato il tuo manoscritto non capiscono nulla, questo corso non fa per te.

Se invece, ti chiedi:

– Cosa posso fare per farmi conoscere?

– Il mio testo che potenzialità ha?

– Ho commesso degli errori tecnici? Come faccio a correggerli?

– Quali sono gli aspetti del contratto editoriale ai quali dovrei fare attenzione?

– Come funziona il mercato editoriale e come faccio a entrarvi in modo professionale e competitivo?

– Come posso migliorare sia come autore, sia come comunicatore?

Ebbene, se sei tra coloro che si fanno queste domande, allora QUESTO CORSO DI SCRITTURA CREATIVA, VOLTO ALLA PUBBLICAZIONE E ALLA PROMOZIONE DEL TUO LIBRO, ECCOME SE FA PER TE!

Grazie a 10 lezioni o webinar, in diretta con i docenti, potrai dedicarti al percorso completo, oppure acquistare anche una singola lezione.

Conoscerai le più moderne tecniche di scrittura, a leggere e imparare dai grandi libri degli autori bestseller, a comunicare al meglio il tuo libro, a creare una community di lettori interessati a quel che scrivi e a chi sei. Parlerai anche con editor, agenti letterari, autori navigati, avvocati esperti in Diritto d’autore, editori. E, per i corsisti più brillanti, c’è la possibilità di ricevere una rappresentanza e una consulenza gratuite, persino una pubblicazione nazionale.

Se, insomma, vuoi muoverti al meglio nell’editoria e diventare un autore professionista, QUESTO CORSO FA PER TE! Cosa aspetti? Scrivi o chiama ora:

Francesca Costantino
Agente letterario, editore, giornalista
3473232734
promotrice.editoriale@gmail.com

Livio Gambarini è scrittore (sua la saga Eternal War per Acheron e il recente Ottone. Il primo dei Visconti, scritto con Alex Calvi per Piemme) e anche editor, oltre che consulente professionista di scrittura. Ha fondato, infatti, Rotte Narrative e organizza corsi di editoria e scrittura. Di Livio mi piace sia l’abilità narrativa, sia una grandissima qualità: la voglia di migliorarsi sempre, studiare e conoscere. È un autore in forte crescita, che sa anche trasferire le sue conoscenze, con passione. Un ottimo esempio, dunque, di come si fa l’autore oggi, anche in un contesto di editoria commerciale. 

Livio sarà live sulla pagina Agente letterario, giovedì 20 maggio 2021 alle ore 14:00, pronto a rispondere a tutte le vostre domande. Vi aspettiamo numerosi!

Buongiorno Livio, parlaci un po’ di te, dei tuoi hobby e interessi, oltre che della tua professione.

Ciao Francesca, grazie dell’invito! Dunque, io sono uno scrittore di romanzi ad ambientazione medievale, sia realistici che fantastici, e sono portabandiera della faticosa battaglia volta a rivalutare il fantasy italiano e dargli dignità. Sono anche un insegnante di narratologia e un imprenditore: ho fondato Rotte Narrative, una realtà didattica rivolta agli aspiranti scrittori italiani che puntino a diventare scrittori professionisti.

Sono appassionato di videogiochi strategici, sparatutto open world, e come tanti miei colleghi adoro giocare di ruolo (sono master di D&D da oltre quindici anni). Ho praticato recitazione, kung fu, parkour e trekking in montagna; tra le materie che più mi affascinano al momento ci sono Storia, Psicologia e Marketing strategico.

Complimenti, intanto, per la buona notizia: la tua saga Eternal War (fantasy storico ispirato al viaggio di Dante nella Divina Commedia) è candidata al Premio Italia. Vuoi parlarci di questa avventura e di come è nata la saga?

Eternal War è la prima saga fantasy che ho pubblicato e ci sono affezionatissimo. Mi ha dato soddisfazioni gigantesche fin dal primo volume: le testate americane Amazing Stories e Red Sun Magazine l’hanno recensito in toni davvero positivi, Geek.com l’ha addirittura annoverato nella lista dei 10 fantasy contemporanei più interessanti di un autore non anglofono.

La saga è nata da uno dei tre concept che proposi ad Acheron Books alla fine del 2014; come hai detto tu, i protagonisti sono Dante e Guido Cavalcanti. Mi premeva parlare della mentalità faziosa dell’Italia dei guelfi e ghibellini, che nelle vite di quei due grandi poeti ebbe un impatto drammatico, perciò ho creato delle creature fantastiche che mi permettessero di mettere in scena quella mentalità e i conflitti che ne scaturivano. Queste creature sono gli Ancestrarchi, spiriti custodi delle famiglie fiorentine nobili o popolane, ispirati ai Penati dell’antica Roma e responsabili delle scelte degli umani che proteggono e che manipolano. 

Ora che la saga è completa, sto raccogliendo frutti del duro lavoro che ho compiuto: ringrazio di cuore i lettori vecchi e nuovi, che stanno adorando il volume conclusivo e mi bombardano di messaggi, recensioni e stories su Instagram. È stato un viaggio faticoso che ha richiesto montagne di studio, ma grazie a voi ne è valsa la pena!

Ci siamo conosciuti in fiera, intenti a promuovere i nostri amati libri. Hai qualche aneddoto da raccontare, qualche suggerimento di promozione per gli autori emergenti?

Ah, le fiere, quanti bei ricordi! La promozione è sempre una questione spinosa. Ci sono due aspetti che accomunano la maggior parte degli autori emergenti destinati ad arenarsi: 1) il ritenere di non dover imparare nulla, di disporre già di tutte le capacità e le conoscenze necessarie per realizzare le proprie ambizioni (cosa quasi sempre falsa) e 2) Il concentrarsi su sé stessi e sul proprio libro in fase di promozione, invece di concentrarsi sulla creazione di una community di lettori. 

Nel mio lavoro, mi capita quotidianamente di dare supporto a chi si trovi in queste situazioni; un primo suggerimento per chi si accinga a salire la china è di sviluppare le capacità che gli altri trascurano o considerano indegne di un autore: vendita diretta, public speaking, online marketing, copywriting, social media managing. Chi eccelle in qualcuno di questi campi ha un innegabile vantaggio sugli altri, e sono capacità che si possono imparare guardando video su YouTube e facendo un po’ di pratica.

Un secondo consiglio è di leggere i libri di altri esordienti della vostra nicchia, scrivere recensioni, intervistare autori più esperti nel vostro settore. Così facendo vi farete conoscere nell’ambiente come qualcuno che dà, e non gli ennesimi che sono lì per chiedere; in generale cercate di dare sempre un po’ di più di quello che vorreste ricevere in futuro; trovate un modo per spiccare tra la massa, possibilmente in positivo. 

Poi l’amara verità è che, quando l’esordiente tipico pubblica un libro, è già troppo tardi per far sì che quel libro abbia successo. La promozione che funziona è quella che mette a frutto un lavoro iniziato ben prima; è il percorso che precede la stesura a trasformare un dilettante allo sbaraglio in un professionista già destinato a fare strada. Senza il bagaglio tecnico (e strategico) del vero scrittore, la miglior campagna pubblicitaria sarà come gettare semi su un marciapiede.

Hai scritto molto, la tua gavetta è stata propedeutica per il salto nella grande editoria. Com’è stato questo passaggio, che ti ha portato in Piemme (insieme ad Alex Calvi), con Ottone. Il primo dei Visconti?

Il passaggio alle Big è stato un po’ diverso da come me l’ero aspettato; speravo che ci sarebbe stato un maggior salto, una maggiore differenza rispetto al mondo delle CE di dimensioni medio-piccole, invece molte delle dinamiche a cui ho assistito mi erano già familiari. Certo, il personale della CE è più numeroso, le tirature sono maggiori e quando si firma un contratto si riceve un gradevole anticipo in denaro, ma molte delle azioni necessarie al successo del libro rimangono le stesse che mi ero abituato a compiere durante la gavetta. È il riflesso dell’epoca di crisi in cui viviamo, in cui anche le grandi CE dispongono di poche risorse e sono costrette a concentrarle sui maggiori cavalli di battaglia delle loro scuderie. Poco male, continuerò a darci dentro come ho sempre fatto, e con gradualità continuerò a far crescere il mio bacino di lettori. Devo dire che la pubblicazione con Piemme sta dando a questo processo una splendida accelerata!

Scrivi libri appassionanti, perché sei tu stesso appassionato di quel che scrivi. Qual è il tuo approccio con lo studio, propedeutico alla scrittura di una nuova trama?

Spesso si sente dire che gli scrittori professionisti scrivono ogni giorno; è solo una mezza verità, anzi, un quinto di verità. Il principio corretto è che i professionisti ogni giorno lavorano ai loro libri, il che comprende: 1) Studio della narratologia 2) documentazione 3) costruzione e architettura del libro 4) stesura e revisione 5) lettura critica e betareading di romanzi altrui.

Chi veramente adora scrivere non trae diletto solo dall’atto in sé della scrittura (quelli si chiamano dilettanti), ma svolgendo tutte le attività che gli permetteranno di scrivere sempre meglio romanzo dopo romanzo, al fine di comporre storie capaci di conquistare il pubblico e rimanere impresse. La documentazione è la fase fondamentale in cui l’autore si guadagna il diritto di chiedere il tempo necessario alla lettura. E non parlo solo di romanzi storici: che si tratti di un thriller o di un romance, di un mainstream letterario o di un fantasy, un libro privo di documentazione tenderà sempre a ridursi al borbottio autoreferenziale del suo autore. Perché dovrebbe interessare a qualcuno? Chi si documenta ha compreso che il compito dell’autore è veicolare un significato, consentire al lettore di interpretare un qualche aspetto del mondo che prima gli era vago o sconosciuto, e che questo è incompatibile con l’invenzione destrutturata e improvvisata di quasi tutti i dilettanti. La documentazione dona consistenza al mondo narrativo che il romanzo mostrerà al lettore, conferendogli solidità e rilevanza; non dimentichiamoci che ogni buon libro deve saper dire qualcosa alla mente, oltre che al cuore. 

In ultimo, cosa consigli a un autore che, abile e volenteroso, voglia diventare uno scrittore professionista?

In primo luogo, gli consiglio di fare piazza pulita dei tanti falsi miti che ha sul mondo editoriale, sulla scrittura e sul sentiero che ha di fronte. Lo attende un percorso duro, durissimo, con sfide e ostacoli innumerevoli ai quali è del tutto impreparato quando intinge la penna nel calamaio per la prima volta. 

In secondo luogo, gli raccomando di abbracciare il prima possibile la mentalità seria e concreta dell’artigiano, abbandonando tanto la mediocrità del dilettante quanto le pose dell’artista. Benché i pigri e i vanitosi tendano a dimenticarlo, infatti, tutti i grandi artisti hanno cominciato come artigiani. Gli artigiani sono i veri professionisti della scrittura: chi non mette le briglie al proprio ego al più presto e non diventa padrone di sé stesso, cadrà inevitabilmente nei pantani della procrastinazione, della sindrome da riscrittura infinita e degli innumerevoli blocchi psicologici descritti dagli autori di ogni tempo, e non è detto che riesca poi a districarsene. 

In ultimo, abile e volenteroso autore, io ti consiglio di studiare seriamente la narratologia prima di scrivere il tuo prossimo romanzo. In Italia se ne accorgono ancora in pochi, ma c’è una differenza abissale tra le probabilità di successo di coloro che si accontentano dello stile amatoriale degli autodidatti e coloro che invece studiano i principi stilistici contemporanei, che permettono di costruire storie davvero efficaci. È proprio per questo che ho creato il canale YouTube di Rotte Narrative, che contiene un’autentica miniera di spunti, suggerimenti e nozioni pratiche per evitare agli autori di cadere in queste trappole e raggiungere le soddisfazioni che sognano. Certo, bisogna vedere quanto l’aspirante autore ci tiene davvero a farcela, ma quando la scrittura è una passione bruciante, non c’è nulla in grado di interrompere il raspio della penna e il ticchettare della tastiera!

Agente letterario, attraverso la collaborazione di editor professionisti, case editrici, traduttori, psicologi, consulenti legali, social media manager e uffici stampa, promuove un corso di scrittura creativa, con lezioni online dal vivo, utile sia per imparare la tecnica, sia per acquisire consapevolezza del mercato editoriale, arrivando a pubblicare al meglio il proprio libro e trovarlo esposto sugli scaffali delle librerie.

OBIETTIVI

saper analizzare un testo per apprendere tecniche dai maestri; conoscere le tecniche di scrittura più diffuse; progettare il proprio libro; usare i mezzi di scrittura più efficaci; conoscere i libri di consultazione più importanti; arricchire la propria libreria di affascinanti letture; sapersi confrontare con un editore e valutare il contratto editoriale; conoscere la distribuzione libraria e cosa aspettarsi dopo aver pubblicato; acquisire tecniche commerciali di promozione e fare rete.

LEZIONI E ARGOMENTI

Prima lezione. L’idea, la scintilla, dove tutto ha inizio

Dove nascono le idee

Obiettivo ben formato e target

I generi letterari

Seconda lezione. Strumenti di scrittura

Programmi Word / Open Office

Formattazione del testo

Strumenti essenziali

Terza lezione. Il progetto del mio libro

Scaletta

Trama e intreccio: Carte di Propp

Punto di vista e narratore

Le schede dei personaggi

Quarta lezione. Analisi di un testo

Il testo letterario

Leggere, leggere, leggere. Sì, ma come?

La ricerca

Le 5W

Il riassunto e la sinossi: differenze e tecniche

Quinta lezione. I personaggi

Incidente scatenante

Il viaggio dell’eroe

Antagonisti

La psicologia del personaggio: intervento della autrice, psicologa e psicoterapeuta, Michela Cavaliere.

I personaggi: protagonista e antagonista

Sesta lezione. Struttura narrativa

Cerchio e montaggio alternato

Spazio e tempo: come gestirli

Il ritmo e l’ambientazione

Settima lezione. Dialoghi

Dialoghi e personaggi

Stile (cliffhanger – show, don’t tell – sospensione incredulità)

Errori comuni

Ottava lezione. Consigli di editing

Musicalità e lettura ad alta voce

Attacco e finale

L’editing del manoscritto: intervento dell’editor e traduttrice, Francesca Noto

Nona lezione. Il contratto editoriale

Il contratto editoriale: intervento dell’avvocato Marina Lenti, esperta in Diritto d’autore

L’esempio di contratto: Astro edizioni, E-sordisco

L’agente letterario

Decima lezione. La pubblicazione

Lettera di presentazione

Come contattare gli editori

La distribuzione in Italia

La promozione: intervento della social media manager Alessia Tuzio

Le lezioni saranno online sulle piattaforme più diffuse e adatte al numero di corsisti. Le esercitazioni suggerite durante il corso saranno corrette dal team di professionisti di Agente letterario. Le date del corso sono da definire, nel mese di maggio/giugno 2021, per 1 lezione a settimana e la durata di circa 2 mesi e mezzo per svolgere l’intero corso. Il corsista più talentuoso riceverà una proposta di lavoro da Agente letterario, o anche una proposta di pubblicazione dal partner editoriale Astro edizioni. Per tutti i partecipanti, diploma di avvenuto superamento dell’esame finale del corso.

Il costo di una singola lezione è di 80 euro + IVA, si può frequentare anche una sola lezione. Il costo per seguire tutte e 10 le lezioni è di 650 euro + IVA se si paga in tre rate (una rata al mese), un ulteriore sconto di 50 euro se acquistate in unica rata, entro una settimana dall’iscrizione al corso.

Cosa aspetti? Il prossimo libro pubblicato può essere il tuo!

Per info e contatti:

www.agenteletterario.it

promotrice.editoriale@gmail.com

347/3232734

Monica Maggi è una libraria, per passione e per vocazione. Ama talmente tanto i libri e consigliare storie, che ha fondato un’associazione, Libra, e ha ideato “Pagine viaggianti”, un progetto che diffonde gratuitamente libri usati, per tutti. In questo modo, anche grazie a lei e alla sua attività, un libro non muore mai, ma passa di mano in mano, arricchendo persone di ogni ceto sociale, di ogni città e Regione italiane. 

Monica sarà ospite della pagina Facebook Agente letterario, con una diretta giovedì 6 maggio 2021, alle ore 15:00, nella rubrica “A tu per tu con…”; in quell’occasione, potrete farle tutte le domande che vi vengono in mente, o progettare un incontro con “Pagine viaggianti” e i suoi libri. Nel frattempo, ecco qui una piacevole intervista a Monica Maggi.

Buongiorno Monica, parlaci un po’ di te, del tuo passato, presente e futuro nel mondo dei libri. Com’è nata la tua passione per la diffusione della cultura?

Pensa a una ragazzina di dodici anni innamorata dei libri. Una studentessa che ascoltava in cuffia i Pink Floyd per ore e ore e ore. Una liceale che protestava in piazza per l’aborto libero e il divorzio. Credo di essere stata fortunata. Pur essendo figlia di un uomo laureato a fatica subito dopo la guerra, sono nata nel 1958 in una casa già piena di libri (acquistati a rate). Crescendo, ne sono stata circondata. Dalla mia esperienza di libraia a Morlupo dal 2009 al 2012 ho capito, guardandomi intorno nel mio spazio sempre pieno di gente, che il libro è davvero tanto amato, ma poco “possibile”. Qualità scadente spesso, costi proibitivi, luoghi che sembrano santuari impossibili. E dall’altra parte ,decine e decine di libri abbandonati spesso nei cassonetti, per strada, al macero. E quindi, perché non far incontrare i desideri mai realizzati con l’esubero non voluto? Ecco la nascita di “Pagine viaggianti”: raccolta e salvataggio libri che vengono offerti gratuitamente. Una sorta di Robin Hood culturale.

Vuoi raccontarci meglio di cosa ti occupi adesso, del fatto che “regali” libri?

All’inizio di questo progetto (siamo nel 2013) e fino a qualche tempo fa ero io che, con la mia macchinina, giravo in lungo e in largo Roma e provincia per il recupero dei libri. Oggi me li spediscono o me li portano nei 3 mercati dove sono. Poi chiedo permessi di giornate una tantum per distribuirli o, come nel caso di Riano o Roma, giornate fisse nei mercati settimanali.

Cosa significa, per te, “salvare un libro”?

Evitare che finisca al macero, che faccia spazzatura o che diventi un reperto impolverato in qualche casa. Perché libri gratis, nei mercati rionali insieme a frutta e verdura? Perché la gente non può acquistarli. Gli italiani leggerebbero molto di più, se i libri fossero accessibili come prezzo e reperibilità, se ci fossero più classici a disposizione, se potessero “incontrare” un libro durante la loro giornata. Ecco la scelta del mercato rionale. C’è anche il desiderio di rivalutare e rilanciare il senso del mercato, piccola comunità aggregante e non dispersiva come il centro commerciale.

Per salutarci, hai qualche aneddoto da raccontarci legato alla tua esperienza come libraia?

Quello che mi colpisce sempre è la presenza delle donne, soprattutto. Tante donne dai 50 ai 90 anni, mamme con bambini piccoli, donne sole che vengono da me per circondarsi di libri.

Grazie, Monica, ti aspettiamo live sulla pagina di Agente letterario nella rubrica “A tu per tu con…”, giovedì 6 maggio 2021, alle ore 15:00.

Buongiorno amici! Oggi, parleremo di traduzione e anche di geolocalizzazione, ovvero come interpretare un testo da inserire nell’ambito sociale e culturale del Paese dove sarà poi pubblicato. Perché sembra facile tradurre un testo in modo letterale, ma serve anche interpretazione, oltre che conoscenza profonda del proprio bagaglio culturale.

Ne discutiamo con Francesca Noto, traduttrice professionista, giornalista esperta di videogame e anche autrice di una saga urban fantasy, per Astro edizioni.

Francesca sarà nostra ospite live, sulla pagina Agente letterario, con una diretta nella rubrica “A tu per tu con l’autore”, giovedì 22 aprile 2021, alle ore 15:00.

Buongiorno Francesca, parlaci un po’ di te, so che da anni traduci per case editrici nazionali e sei anche giornalista di videogiochi, giusto?

Innanzitutto, grazie di questa opportunità e di questa chiacchierata! In realtà, ho proprio iniziato la mia carriera come giornalista di videogiochi, la bellezza di vent’anni fa, presso Play Press Publishing, casa editrice specializzata che al tempo si occupava di magazine come Game Republic, PSM e Pokémon World, quest’ultima una testata che ho curato per anni come editor.

Al tempo stesso, ho iniziato con le traduzioni di riviste specializzate, e più avanti, dopo essermi messa in proprio, sono approdata alla traduzione letteraria con diverse case editrici nazionali, tra cui Mondadori, Mondadori Urania, Newton Compton, Fanucci, Multiplayer Edizioni.

Inoltre, da alcuni anni lavoro anche come traduttrice nell’ambito dei videogiochi, e insegno in corsi di traduzione specializzata. Per non farmi mancare nulla, scrivo anche romanzi fantasy ispirati alla mitologia norrena.

Vuoi raccontarci come sei approdata al mondo della scrittura, tecnica e non?

Posso dire che, in effetti, scrivo per piacere e passione dai tempi dell’adolescenza. La traduzione letteraria è stata un approdo naturale, che ha coniugato il mio amore per la lingua inglese e quello per la scrittura creativa.

Dopo la laurea (in Lettere antiche con indirizzo archeologico, altra mia passione), ho avuto l’opportunità di iniziare a lavorare come traduttrice e giornalista specializzata in videogiochi, e da lì è partito tutto. I primi romanzi che ho tradotto erano proprio tratti da opere interattive di successo, prodotti squisitamente crossmediali. Da lì, sono arrivata a lavorare con diverse case editrici nazionali.

Cosa consigli a chi volesse iniziare un percorso per diventare traduttore?

Prima di tutto, di non scoraggiarsi, perché il mercato può sembrare un po’ “chiuso”, nel nostro Paese, ma in realtà le opportunità oggi sono moltissime: basti pensare ad ambiti come la localizzazione di app e videogiochi, per esempio, oppure ambiti come il sottotitolaggio, la transcreation o il full post-editing a partire da machine translation.

L’importante è mettersi in gioco e non aver paura di fare “gavetta”: all’inizio, si può partire da progetti amatoriali e piccole case editrici, ampliando il parco clienti con gradualità e pazienza, senza mai smettere di aggiornare il curriculum e guardarsi intorno. C’è anche da dire che oggi ci sono possibilità molto interessanti nel campo dei master di specializzazione in traduzione: per dirne una, da poco è nata una scuola specializzata proprio in localizzazione videoludica in tutti i suoi aspetti. Si chiama GLOS – Game Localization School, e posso dire con un pizzico di orgoglio di farne parte.

Oltre ai videogame e alle traduzioni, sei autrice di una saga urban fantasy, con mitologia norrena, uscita per Astro edizioni: Il segno della tempesta; I figli della tempesta; L’ultima tempesta. Cosa ci racconti in merito?

Esatto, come dicevo non mi faccio mancare nulla! Dal classico romanzo scritto ai tempi dell’università e tenuto in un cassetto (per la bellezza di dieci anni!), poi completamente riscritto prima della pubblicazione, sono arrivata a una trilogia intera. Ammetto che non l’avrei mai immaginato!

La mitologia norrena mi ha sempre appassionato, e in effetti è l’impianto fantasy su cui si basa la storia della mia saga. Poi c’è la volontà di raccontare una storia che abbia un messaggio profondo e lasci qualcosa al lettore, quando avrà finito l’ultima pagina. Spero di esserci riuscita, perché per me un libro deve rimanerti dentro in qualche modo, quando hai finito di leggerlo.

A proposito di traduzioni, la tua saga è anche tradotta in inglese e pubblicata all’estero. Hai qualche aneddoto da raccontarci in merito?

A parte che è stata un’emozione senza pari vedere la traduzione della mia storia, ma la cosa più buffa è stata forse che, rileggendola in inglese, mi sono trovata a pensare che certi passaggi risultassero ancora più intensi che in italiano. Era come se avessi scritto già in originale, con in mente la traduzione in inglese. Deformazione professionale?

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, cosa bolle in pentola?

Come ho accennato, mi sto dedicando molto anche alla formazione, ultimamente, sia con i corsi di specializzazione offerti da Vigamus Academy, sia con questa nuova avventura della Games Localization School, che partirà tra aprile e maggio.

Per quanto riguarda la scrittura, sto lavorando a uno spin off della mia saga fantasy dedicato a uno dei personaggi che i lettori hanno apprezzato di più, il berserkr Ashur, ma anche a un romanzo per ragazzi in cui ci sarà un’altra delle mie eterne passioni (come sa chi segue i miei profili social): l’equitazione.

Grazie, Francesca Noto, ti aspettiamo sulla pagina di Agente letterario giovedì 22 aprile 2021, alle ore 15:00 per il live, nella rubrica “A tu per tu con l’autore”.

Buongiorno amici autori! Oggi, voglio parlarvi di un’autrice che ha scritto un racconto per bambini, che mi sta molto a cuore. Lei è Tatiana Primadei, il suo bel libro a colori è La pappagallina Lola. Lo spettro magico (Astro edizioni). Sappiamo anche che il prossimo 2 aprile sarà la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.

L’intento della favola La pappagallina Lola è infatti sensibilizzare soprattutto le famiglie, poi i bambini, all’inclusione. Lola è molto particolare, vive in un mondo tutto suo, quello dello spettro autistico. Eppure, appena la sua famiglia riesce a comunicare con lei, scoprono che quel mondo è un arcobaleno!

Parte dei diritti d’autore ricavati dalla vendita di questo libro vanno in donazione all’associazione SerenaMente Onlus, che si occupa di inclusione per le famiglie che convivono con la disabilità. Tatiana sarà in diretta con noi, sulla pagina Agente letterario nella rubrica “A tu per tu con l’autore”, per parlare di Lola venerdì 26 marzo alle 16:30. Conosciamola adesso un po’ meglio…

Ciao Tatiana, parlaci di te…

Da dove inizio? Partiamo dal fatto che La Pappagallina Lola. Lo spettro magico è il mio primo libro. Questo non vuol dire che prima di questo non abbia mai scritto, anzi… ho sempre avuto un “diario” e sentito il bisogno di scrivere. E di leggere. Tuttavia, ai tempi dell’università, al momento di scegliere quali studi intraprendere, ho scelto Ingegneria. Questa scelta ha tracciato anche il mio percorso professionale. Lavoro in Pianificazione e Controllo. Dunque, sono circondata dai numeri, eppure ho continuato ad amare le parole.

Tra tutte le parole che ho incontrato nella mia vita, quella che l’ha stravolta è stata: AUTISMO. Parliamo di 5 anni fa, ormai. Ero mamma da poco meno di due anni di una bellissima bimba di nome Alma, ed ero incinta da pochi mesi, una sorellina era in arrivo… Ero stanca, stravolta e felice, la maternità mi aveva rimesso i piedi a terra, riportato a contatto con la parte primordiale di me stessa, facendomi riscoprire quel posto in cui non c’era spazio per i numeri né per le parole, ma solo per l’essenziale, per le cure, per l’amore… e per i pannolini, i biberon, le pappe.

Le giornate scorrevano veloci, Alma cresceva e iniziava a esplorare il mondo, ma qualcosa non mi tornava, relazionarmi con lei non era come mi aspettavo, senza sapere in modo chiaro cosa dovessi aspettarmi. Iniziavo a farmi domande, a guardare gli altri bimbi, quasi mi sentivo in colpa del fatto che cercavo di paragonarla a qualcun’altro… che sciocca che ero! Lei era unica. Eppure, poco a poco quei comportamenti di Alma, raccolti tutti insieme trovarono un nome, i medici mi dissero chiaramente che mia figlia aveva l’autismo. Non aveva nemmeno 2 anni. Una vita davanti. C’è voluto un po’ per capire che quello che in quel momento sembrava la fine, in realtà sarebbe stato l’inizio di un nuovo viaggio.

Un viaggio che, nella favola della pappagallina Lola, è diventato il viaggio di Runa, alla ricerca di risposte e soprattutto di strumenti per conoscere e per far conoscere. Per avvicinare, per andare oltre la paura, oltre l’autismo, verso un futuro più consapevole e un mondo più accogliente nei confronti della diversità.

Vuoi spiegarci meglio di cosa si occupa l’associazione SerenaMente Onlus?

Aiuta le persone a credere che, insieme, si può costruire un pezzo di mondo basato sul rispetto, sulla fiducia e sull’accoglienza. Dopo pochi mesi dalla diagnosi, io e mio marito ci siamo accorti che le nostre aspettative, rispetto al tipo di percorso che avevamo in mente per nostra figlia, non collimavano con quello che la realtà ci offriva. Giorno dopo giorno, si faceva sempre più chiara, nella nostra testa, l’idea di volere, al di là di ogni percorso riabilitativo, che nostra figlia potesse essere felice in mezzo agli altri.

L’associazione SerenaMente nasce con l’idea di trasformare in servizi per le famiglie una cultura volta all’inclusione sociale. In quest’ottica, organizziamo attività per bambini, percorsi educativi, centri estivi ed esperienze outdoor in piccolo gruppo, offrendo l’opportunità ai bambini con autismo o altre difficoltà di interagire con i loro amichetti in un contesto dove la disabilità non sia vista come un taboo, ma come uno degli infiniti modi di stare al mondo. Nella stessa direzione vanno i nostri progetti di sensibilizzazione e informazione.

Hai scritto una favola per bambini, con dei disegni bellissimi: La pappagallina Lola. Lo spettro magico. Spiegaci come è nato il progetto.

Ho passato i primi mesi dell’autismo a studiare manuali. Mentre elaboravo il dolore, ho assimilato definizioni scientifiche, ho imparato nuovi termini. In quei mesi ho letto romanzi, biografie, manuali e articoli… tutto ciò che mi capitasse a tiro, che avesse a che fare con l’autismo. Ingoiavo blocchi d’autismo. Scrivere era una forma di digestione, all’epoca. Scrivevo per familiarizzare, per esaminare, per sfogo, per necessità. Per arrivare al fondo delle cose e poi risalire. Volevo capire, ed essere in grado a mia volta di spiegare.

Partiamo da una difficoltà immensa: l’autismo è una condizione complessa e variegata, condiziona profondamente il modo di comunicare, interagire e relazionarsi con il mondo circostante, che sia esso composto da persone o oggetti. Non è visibile a primo impatto. Non ci sono tratti somatici o caratteristiche fisiche che riconducono a esso. Le manifestazioni sono comportamentali: difficoltà nella comunicazione, nell’interazione, interessi ristretti, stereotipie, comportamenti-problema.

Per quanto complesso, avevo capito piuttosto bene come poter spiegare la condizione autistica a un adulto… diverso è stato quando sono arrivate le prime domande dei bambini. E di Mira: la mia secondogenita che, nel frattempo, aveva compiuto tre anni e iniziava a comprendere che la sorella si comportava in modo “diverso” rispetto agli altri bambini della sua età.

Tutti i termini che avevo imparato si sgretolavano di fronte alle loro semplici domande, non avevano senso. Allora, ho iniziato di nuovo a scavare… e in questo nuovo viaggio dentro di me, ho trovato una famiglia di pappagalli, una mamma un papà e due pappagalline, di cui una viveva all’interno di un arcobaleno. E funzionava. Con loro riuscivo a trasfigurare l’autismo, a raccontarlo ai bambini. L’idea di Lola non è solo far comprendere, ma soprattutto offrire dei mezzi per la relazione e l’inclusione, mezzi che nel libro prendono la forma di oggetti tangibili: il campanellino, la lente, il metro, i veli colorati. I quattro pappagalli rappresentano la mia famiglia: sono realizzati in gomma eva e feltro; questo ha reso le varie letture dal vivo “vere” e mi ha dato la possibilità di coinvolgere attivamente i bambini, ponendo le basi per l’interesse e l’ascolto. Agitare in aria il campanellino durante il racconto, misurare la distanza tra i cuori… e vedere Mira col suo pappagallino verde raccontare agli amichetti le peripezie di Lola e Ramì. Così diverse e così uguali. Così vicine e così lontane.

Hai qualche aneddoto da raccontarci, sia come autrice, sia come fondatrice di SerenaMente Onlus?

Mi è capitato diverse volte di nominare il disturbo dello spettro autistico… e di sentirmi dire che la parola “spettro” richiamasse nell’immaginario l’idea di “fantasma”. Io, quando ho sentito spettro la prima volta, ho subito pensato invece allo spettro della luce e ai colori dell’arcobaleno. E ho voluto richiamare questa visione, con La pappagallina Lola. Lo spettro magico.

Il titolo del libro è già in sé un primo tentativo di accorciare le distanze, associando il termine spettro all’arcobaleno che circonda Lola. L’arcobaleno è anche il simbolo della nostra associazione. Non solo, il giorno della prima presentazione di Lola, abbiamo organizzato l’evento nel cortile interno di Palazzo Chigi a Formello; pioveva e smetteva, proprio come avviene nel libro… essendo l’evento all’aperto, eravamo in dubbio sull’allestimento degli spazi, fino a 15 minuti prima di cominciare. Quando, a darci fiducia, è apparso nel cielo un bellissimo arco di luce…

In ultimo, la domanda che faccio a tutti: cosa consigli a un autore che, come te, ha qualcosa di forte e importante da raccontare e vuole pubblicarlo?

I consigli sono sempre la parte più difficile, perché dipendono molto dal vissuto e quindi sono difficilmente generalizzabili. Tuttavia, il consiglio che mi sento di dare a chi volesse pubblicare un libro è quello di instaurare una relazione molto profonda con quello che si scrive (e che si propone quindi a un editore).

Di seguire l’ispirazione e dare forma ai pensieri e poi di prendersi cura delle parole che sceglie, dei personaggi dei luoghi… è un’occasione unica quella di poter creare ma, e forse questo lo dico anche da mamma, la “creazione” è solo l’inizio del viaggio 🙂

Buon viaggio a tutti, nel mondo arcobaleno di Lola, in attesa di vedere l’autrice, Tatiana Primadei, in diretta sulla pagina Facebook di Agente letterario, nella rubrica “A tu per tu con l’autore”, venerdì 26 marzo alle ore 16:30. Vi aspettiamo!